Giovani

Tutta un’altra musica questi giovani dell’Orchestra Geneticamente Modificata

Tutta un’altra musica questi giovani dell’Orchestra Geneticamente Modificata

Giovani e musica: un binomio che da sempre è sinonimo di affiatamento. Ma un conto è apprezzare un determinato tipo di musica, un altro è essere avvezzi fin da piccoli a rapportarsi ad essa. E così succede fin troppo spesso che i ragazzi alla fine delle scuole medie, dopo tre anni di studi musicali a volte neanche all’altezza della situazione, si trovino senza un ponte di passaggio, un “continuum” nel mondo della musica. La loro formazione artistica in divenire attraversa una fase cruciale proprio in quel periodo, e si rischia di perdere la “vena musicale”, sempre che loro stessi siano interessati a mantenere quest’educazione come uno dei propri capisaldi.

O. G. M. M – Proprio da queste premesse si è mosso Alfredo Santoloci, compositore e docente presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, che è il fondatore e direttore dal 2009 della O. G. M. M, acronimo che sta sia per Orchestra Geneticamente Modificata sia per Orchestra Giovanile di Monte Mario. In questo quartiere a nord di Roma è nato infatti questo progetto orchestrale, all’inizio dedicato ad un gruppo di quattordicenni, quasi tutti provenienti dalla vicina scuola media Paolo Stefanelli di indirizzo musicale, che pian piano, allargandosi, è arrivato a contare numerosi ragazzi, con l’età compresa fra i 12 ed i 30 anni.

NON LA SOLITA ORCHESTRA – Per chi non li conoscesse forniamo qualche dato significativo: collaborazioni di livello con Javier Girotto, Rosario Giuliani e Michele Zarrillo, per citare i principali; varie registrazioni per alcune trasmissioni radiofoniche; primo posto nel concorso “Roma Festival delle Orchestre”; più di venti concerti eseguiti nell’arco degli ultimi cinque mesi. Il prossimo appuntamento che li vede in auge sarà al Festival de “I Borghi più belli d’Italia” a Boville Ernica (FR) il 23 giugno. Ma come mai una piccola orchestra di giovani di un quartiere romano, nata per altro da poco, sta riscontrando tutto questo consenso? Cos’è, ad esempio, che la distingue da un’orchestra qualsiasi? Vediamone allora i tratti peculiari.

UN LABORATORIO APERTO – Innanzitutto la scelta del maestro Santoloci di avvalersi del supporto di studenti più grandi del conservatorio, affiancandoli ai più giovani, è funzionale all’incremento del livello qualitativo dell’orchestra. Inoltre tutti i ragazzi che lo richiedono, senza dover passare una selezione, possono partecipare alle prove, potendo eventualmente in seguito prendere parte ai concerti. Un’altra caratteristica particolare sta nell’alternare ed improvvisare gli strumenti solisti, evitando così di costituire gerarchie o ruoli fissi ingombranti, puntando inoltre a conciliare strumenti tra loro fortemente diversi. Anche il repertorio artistico spazia notevolmente, con tutti arrangiamenti originali, non ancorandosi ad un solo tipo di musica, partendo da Vivaldi, passando per il gospel e arrivando a Lucio Battisti. Un cantiere aperto quindi, un “work in progress” quello dell’ O. G. M. Orchestra.

TUTTA UN’ALTRA MUSICA – Stiamo parlando dunque di un gruppo di giovani che sta acquistando di giorno in giorno maggiore visibilità, guidato da mani sapienti e con la musica che fa da via maestra da seguire alle prove come nella vita. Sembra molto lontano il mondo competitivo dei pescecani, pronti a tutto pur di sfondare, delle etichette discografiche, dei grandi nomi del panorama internazionale musicale, dei pezzi grossi dei conservatori. Tutta un’altra musica la loro.

Marco Parrella