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Tutto il mondo è Paese se lo spintone è presidenziale!

Tutto il mondo è Paese se lo spintone è presidenziale!

Spintoni presidenziali. Succede anche questo sotto il cielo di Parigi e Berlino. E non parliamo delle turbolenze metereologiche che hanno impedito all’aereo del neo eletto Hollande di prendere il volo e neanche di quelle familiari che hanno scombussolato, a dare retta ai rumors dei tabloid, il menage della coppietta presidenziale. Dalla Francia alla Germania tutto il mondo è Paese se lo spintone è presidenziale. A Parigi l’imbarazzante querelle tra Carlà e Sarkò non è passata inosservata ai riflettori della stampa nazionale impegnata, nel giorno tanto atteso del voto per il settimo presidente francese, ad immortalare ogni sorriso stentato di lui tipico del condannato a morte.

SARKO’ E QUELLO SPINTONE PER NULLA BON TON A CARLA’ – La sconfitta elettorale si avvicina, sicura e silenziosa, come la ghigliottina delle urne. I due piccioncini fingono sicurezza e si tengono mano nella mano. Entrano nel seggio per il voto di rito, salutano gli astanti, afferrano le schede e si dirigono verso la cabina elettorale. A separare i due dalla meta finale solo pochi metri e un folto capannello di telecamere e flash. Carlà precede Sarcò di pochissimo, si dirige verso la postazione di voto ma viene prontamente intercettata dai cronisti. La stampa nazionale è tutta per lei, per la première dame, per la donna fascinosa che ha fanno innamorare l’allora presidente e il popolo francese tutto. Ma lui non ci sta, sentendo in cuor suo di essere al fotofinish della sua carriera e che quelli sarebbero potuti essere i suoi ultimi cinque minuti di celebrità. E’ a questo punto che Sarkò “presidente e gentiluomo” non ci vede più, non c’è savuarfer o lezioni di bon ton che tengano e il senso del politically correct del maritino affettuoso va a farsi benedire. Prima io, sono il presidente, prima io. Avrà pensato Sarkò che neanche troppo discretamente invita la moglie con la mano sul fianco e un colpetto ben calibrato a fare un passo avanti lasciando la scena tutta per lui. Lei verso l’urna, lui sotto i riflettori. Adesso sì, adesso può sorridere. Basta uno spintone presidenziale.

LA CANCELLIERA TEUTONICA E LO SPINTONE A HOLLANDE – E non è passato inosservato neanche lo spintone della donna di ferro teutonica, della Cancelliera più odiata dagli europei che ingoiando un rospo enorme si è cimentata anche lei nell’esercizio più difficile, quello dei forzati del sorriso a denti stretti. Il presidente socialista Hollande fresco fresco di investitura a capo dell’Eliseo vola a Berlino per incontrare la collega tedesca Merkel. Il presidente francese è protagonista suo malgrado di piccoli errori di protocollo durante il passaggio davanti al picchetto militare alla Cancelleria di Berlino. Hollande, inesperto e un po’ goffo è stato accolto dalla più smaliziata Merkel, che lo accoglie sorridente in giacca bianca e pantaloni neri. Passi che lui sia stato in parte “guidato” da lei quando involontariamente le taglia la strada. Ma forse il limite è stato superato quando anche lei perde bon ton e savuarfer e lo allontana con un colpo netto del braccio sinistro. Anche lui, come Carlà per Sarkò, era colpevole di essersi fermato un po’ troppo a lungo rispetto a quanto prevede il rito degli onori militari davanti al picchetto d’onore e ovviamente allo schieramento maximo di telecamere e fotografi. Insomma tutto il mondo è Paese quando c’è da aggiudicarsi cinque minuti di celebrità e la regola aurea in questi casi è ricorrere allo spintone presidenziale.

Lucio Filipponio