Trentino Alto Adige

Un nuovo Patto per Trentino

Stiamo vivendo un tempo non certo facile, forse tra i più difficili dal secondo dopoguerra. La politica in questi anni ha saputo imparare molto poco dalla storia, in particolare quella del Novecento. Si stanno rinnegando tutti gli accordi e le Istituzioni che a livello internazionale furono costruite con visione, lungimiranza e rispetto. Pagine straordinarie che in Europa, ad esempio, ci hanno sin qui garantito 80 anni di fruttuose collaborazioni e soprattutto di pace. Alcuni tra i più potenti personaggi della Terra, ovvero Trump, Putin e Netanyahu, hanno tradito il valore universale del dialogo e della diplomazia, facendosi largo e presunta giustizia con la forza, con la guerra decisa pericolosamente in maniera unilaterale.
Da tutto ciò ne deriva una situazione economica e sociale internazionale, ma pure nazionale e locale, molto preoccupante. La crescita economica ci appare a macchia di leopardo, con valori comunque in calo rispetto agli ultimi anni, specie nell’Unione Europea. L’inflazione cresce in maniera abbastanza omogenea in ogni continente, le banche centrali alzano i tassi d’interesse rendendo più onerosi i mutui per le famiglia e più costosi gli investimenti per le imprese, l’occupazione è sempre meno stabile, crescono in certi settori in Italia le ore di cassa integrazione e si diffondono sempre più contratti di lavoro precari. Un quadro su cui incombono la guerra tra Ucraina e Russia, la profonda crisi in Medio Oriente, i focolai di morte con colpi di Stato nel cuore dell’Africa, la fuga di intere popolazioni da questa “terra madre”. Sono molte le ombre e i motivi di preoccupazione crescono di giorno in giorno. Anche perché non si vedono immediate vie di uscita.
In questa crisi globale vive anche il nostro Trentino. Qui, per il momento, la disoccupazione è appena sopra il dato fisiologico, ma anche da noi vi sono contratti di lavoro insicuri, che colpiscono soprattutto le donne e le giovani generazioni. Il lavoro non è più stabile come alcuni anni fa e non offre prospettive di serenità e opportunità di creare una famiglia a persone che viaggiano con contratti interinali, a tempo determinato e con livelli di stipendio al limite della povertà. Questo tipo di lavoro non da dignità, ma solo grande inquietudine. E questo, ripeto, succede anche in Trentino.
Per contro sappiamo che le nostre imprese hanno dimensioni medio – piccole, si stanno rinnovando nei prodotti e nelle tecnologie, ma non tutte hanno le risorse per fare ricerca. E’ qui che la politica deve tornare protagonista propositiva, deve saper radunare le varie componenti della nostra economia (imprenditori, artigiani, sindacati, Università, FBK e scuole) per costruire un nuovo Patto del Lavoro, un Accordo che unisca tutti verso un solido Sviluppo economico e sociale della nostra Provincia. Vi è bisogno di meglio interpretare i profondi cambiamenti che stanno condizionando inevitabilmente anche il nostro piccolo Territorio. Non dimentichiamo che siamo una comunità di poco più di 500 mila abitanti, che ha voluto costruire nei decenni trascorsi con responsabilità e consapevolezza una propria Autonomia Speciale, con cui ha saputo reagire alla povertà e all’emigrazione con coraggio e determinazione. In sintesi, le capacità e le risorse non ci mancano.
Peraltro, non siamo innanzi ad un locale ambito economico desertificato. I privati e la Provincia hanno costantemente investito, abbiamo dato vita ad incubatori che si nutrono di innovazione, quali ad esempio i Businnes Innovation Center (BIC) e il Progetto Manifattura, disponiamo di validissimi centri universitari e di ricerca quali UNITN ed FBK, di ottimi istituti superiori e professionali. A tutto ciò aggiungiamo il turismo, grazie ad un ambiente che ci circonda unico per bellezza.
Ma qualche segnale ci deve far riflettere. Oltre alla situazione internazionale pregna di incertezza. I recenti dati pervenutici dalla C.C.A.I.A. di Trento ci mostrano un calo del numero delle imprese trentine. Se poniamo questo dato accanto alla persistente difficoltà di far incontrare efficacemente domanda e offerta di lavoro, ci si evidenzia che qualche meccanismo va aggiornato.
Deve essere rinvigorita anche una sana Educazione al Lavoro. I primi protagonisti qui sono la famiglia e la scuola. Se siamo una “Repubblica fondata sul lavoro” significa che il lavoro è sì un diritto, ma pure un dovere. Fa una certa rabbia sapere che in parecchie fabbriche mancano operai specializzati, che nel settore edile, con il massimo rispetto, l’occupazione è prevalentemente straniera, che nell’agricoltura nei mesi della raccolta vi è scarsità di manodopera, che nel turismo mancano cuochi e camerieri, e via dicendo. Ritengo che sia un fatto di educazione e di motivazione personale, perché ogni lavoro ha una sua utilità e una sua dignità: non dimentichiamolo mai.
Migliorare questa situazione non è un miraggio per la nostra comunità trentina. Una proficua Politica del Lavoro e di Sviluppo economico e sociale la si può forse attivare meglio in una piccola comunità. Dobbiamo essere maggiormente consapevoli che le nostre imprese subiscono ogni giorno una forte concorrenza mondiale, che le stesse imprese devono beneficiare di idonee infrastrutture per consolidarsi e svilupparsi qui da noi, che le imprese devono poter esportare comodamente i loro prodotti nel mondo come pure nelle regioni a noi vicine (leggasi in primis Veneto e Lombardia, le due principali locomotive dell’economia italiana!), che le imprese se investono e danno lavoro dovrebbero poter beneficiare di sgravi fiscali, che le imprese devono poter contare su un sistema scolastico a loro allineato e sempre rivolto all’innovazione.
Qui la Politica provinciale, accanto alle parti sociali, ha un irrinunciabile e improrogabile compito di regia. Ma una regia autorevole, innovativa, flessibile, visionaria, determinata e coraggiosa.
Solo così il nostro Trentino saprà superare anche questo momento di estrema storica difficoltà. Un Trentino bello e accogliente. Del resto, l’incertezza ci ha sempre accompagnati e lo farà sempre anche in futuro. E’ l’essenza della vita, dipende da ognuno di noi saper ridurre i rischi e saper cogliere le immancabili puntuali opportunità.

 

Paolo Farinati
Consigliere comunale di Rovereto del PSI