Infatti sì, avete mai provato a bazzicare qualche bar alla moda nelle principali vie o piazze della movida Romana o Milanese? Provate a chiedere in giro che professione svolgono i ragazzi che bivaccano attorno a voi. I dentisti? I panettieri? Dio nò, fanno tutti gli artisti!
Roba da far invidia alla Corte dei Medici.
Invitato a bere ad un tavolo di amici, che più che un tavolo conviviale sembrava una trasmissione della De Filippi, i miei nuovi conoscenti non mi vengono introdotti secondo i normali canoni di presentazione, ossia nome e cognome, ma come “lui è il regista”, ”lui fa il fotografo” ”lui è un artista”. Perplesso ordino un Gin Tonic e mi accorgo, girando lentamente il capo da destra verso sinistra, di essere circondato da individui appartenenti tutti alla stessa razza: presunti musicisti, pittori e scrittori addobbati in stile anglo/medievale/tedesco e con una inebriante puzza sotto al naso. Andando poi a scovare più a fondo nella vita di questi individui, viene a galla infatti che il regista non è altro che il runner di una stupida fiction, l’attore una comparsa di uno spot di marmellate, il musicista un babbeo copione di qualche band New Wave anni ’80 e il fotografo un povero sfigato incompetente; siam tutti buoni a far foto decenti con le macchinette di oggi.
Molti dei ragazzi di oggi sentono il bisogno di emulare un personaggio, crearsi una maschera per sentirsi accettati dalla società, ma sopratutto dagli amici.
Ho un piacevole ricordo di pomeriggi e serate trascorse a bivaccare per alcuni café viennesi circondato ed intrattenuto da giovani assetati di cultura ed interessanti. Spesso mi sono intrattenuto per ore in conversazioni sulla letteratura, o semplicemente su “due belle tette”, con personaggi che ho poi scoperto essere veramente famosi scrittori, attori o fotografi; e tutto questo senza il minimo tentativo da parte loro di vantarsi delle loro carriere. L’ho scoperto io da solo in seguito.
Come capita poi da più di mezzo secolo, in Italia a far tendenza è quasi sempre la moda inglese. Dai Beatles in poi la cultura musicale è praticamente stata monopolizzata dai gruppi anglosassoni, e di conseguenza anche la moda del vestire è stata dettata molto spesso dalle star di queste bands. Clarks, Fred Perry, taglio di capelli a caschetto, Parka e via dicendo. Bene, provate a passeggiare per i quartieri più alla moda di Londra, da Brick Lane a Camden, gli unici fessi imbacuccati come una rock star in decadenza anni ’90 son solo gli italiani, perchè un giovane inglese non si sognerebbe mai di vestirsi in quel modo.
E’ dunque una mancanza di identità, mancanza di fiducia in se stessi e nel proprio paese, a trasformare molti dei giovani italiani in presuntuosi fenomeni da baraccone? Perchè non riusciamo a far tesoro di quello che abbiamo senza dover sempre andare a copiare altrove?
I ragazzi italiani non son tutti cosi, sia chiaro, ma la tendenza è questa, ed il rischio di chiudersi a riccio invece di sbocciare e star in piedi sulle proprie gambe, è in costante aumento.
Nell’attesa di un nuovo Lorenzo il Magnifico, ci accontenteremo di Lele Mora!