La spending review che taglia in modo lineare sprechi e pezzi di stato sociale mette in ginocchio l’Italia. Lo stato drammatico della finanza pubblica obbliga il governo a fare scelte risolute. Lo diciamo da sempre: senza patrimoniale sulle grandi ricchezze e una tassa sulle transazioni finanziarie non c’è equità. Consegno un pentalogo di provvedimenti urgenti al Governo Monti.
Ai tagli indiscriminati alla sanità e alla spesa sociale conviene sostituire:
1) l’abolizione delle comunità montane e di atavici privilegi alle regioni a statuto speciale;
2) il superamento della spesa storica bella Pubblica Amministrazione;
3) l’applicazione del criterio meritocratico per ‘crescere’ nella Pubblica Amminiatrazione;
4) tagliare le spese militari superflue;
5) dare seguito a una vecchia battaglia dei socialisti: parificare le indennità dei consiglieri regionali al livello più basso, quello di Umbria e Toscana.