Opinioni e commenti

Una nuova ma “antica” etica della politica. Il ruolo della scuola

Stiamo attraversando una “bufera mondiale“, rispetto alla quale si prefigurano nuovi equilibri mondiali.
Un’aria di “cambiamento” sorprendente rispetto a qualche tempo fa!

Tutto il contesto globale ci invita ad uno cooperazione basata su regole condivise, su priorità strategiche, che richiedono una forza collettiva “disciplinata”.

La storia e la nostra esperienza ci hanno insegnato quanto sia fondamentale il ruolo della “persona” nei momenti più difficili. Io direi “sempre”.
La gente chiede rinnovamento, responsabilità, consapevolezza e coscienza dei propri ruoli istituzionali.

La nostra presenza nel panorama politico istituzionale tonifica la “politica di rinnovamento”, leva importante per provare a realizzare la proporzione necessaria tra potere e responsabilità.
L’esigenza di ricostruire una nuova ma “antica” etica della politica da contrapporre all’imbarbarimento; una nuova, ma antica, morale pubblica da contrapporre ai fenomeni diffusi di pratiche ed interessi privati nella sfera delle pubbliche funzioni, devono costituire il nostro peculiare e quotidiano obiettivo ed impegno.

Si tratta di obiettivi che richiedono processi di riforma, di innovazione e di modernizzazione, dalle istituzioni ai partiti, fino al sistema elettorale (mi sono già ampiamente espressa riguardo a ciò).

Rispunta così in tutta la sua complessità ed urgenza la questione della “centralità della persona”, come risorsa attiva e decisiva per orientare il cambiamento, lo sviluppo ed il progresso.

CENTRALITÀ della PERSONA, SVILUPPO, MODERNIZZAZIONE.
In tal senso vanno favorite tutte le politiche tendenti a qualificare le risorse umane attraverso percorsi formativi, capaci di esprimere il valore delle vecchie e nuove professionalità.
A tal fine assumono una importanza decisiva la cultura, l’istruzione e la formazione.

L’Italia, purtroppo, oggi più di ieri, ha un sistema di istruzione e formazione sottodimensionato rispetto alle esigenze, e molto disomogeneo nelle sue prestazioni.
Al contrario, è indispensabile poter contare su un sistema formativo di qualità.
È infatti l’istruzione e la formazione a favorire lo sviluppo civile, sociale ed economico di un Paese: più il capitale umano è istruito e formato, più il Paese è all’avanguardia.

NON ESISTE UN PROGETTO SCUOLA CHE NON SIA UN PROGETTO DI SOCIETÀ.
È urgente, pertanto, affermare una “cultura ed una politica dei diritti quotidiani”, intesa come autoproposizione della propria identità di soggetto sociale e civile, in cui la SCUOLA, insieme ad altre “priorità” abbia il giusto riconoscimento e la giusta attenzione e cura.
Infatti, quando si registra l’assenza di questa cultura e di questa politica, apriamo spazi di grave squilibrio sociale e civile che, ahinoi, è davanti ai nostri occhi.

L’esperienza tormentata di tante entità (famiglia, disoccupati, intellettuali, operatori della scuola, studenti) deve essere interpretata non solo come casistica dolorosa individuale e di gruppo, bensì come tratto comune di una immensa forza che, raccordata in un quadro rivendicativo riformatore unificante, può imporre una svolta.

La nostra battaglia per l’affermazione della persona, per il rilancio della Scuola, deve aprire al più ampio apporto e controllo democratico la gestione di interessi, valori e bisogni che sono basilari per ciascun individuo e per la collettività.

FRANCESCA FRISANO
Direzione Nazionale Avanti PSI