L’esplosione che ha colpito lo stabilimento KNDS Ammo Italy (ex Simmel) di Colleferro ha sollevato un’ondata di indignazione sul piano politico, sindacale e sociale. La preoccupazione è legata a doppio filo alla storia della cittadina, nata e sviluppatasi proprio intorno a questa fabbrica, già teatro di tragici incidenti nel 1938 e nel 2007. Parliamo di un sito industriale strategico per la difesa: l’azienda rappresenta la colonna italiana del colosso multinazionale KNDS, il cui intero segmento munizioni ha fatturato ben 612 milioni di euro nel 2025, trainando un gruppo che vanta un portafoglio ordini complessivo di ben 33 miliardi. Soltanto l’impianto di Colleferro, secondo il bilancio 2025, ha fatturato circa 109 milioni di euro.
Nel 2014 l’azienda italiana è stata acquisita dal gruppo franco-tedesco Nexter (oggi KNDS), segnando il passaggio in mani straniere dell’ennesima eccellenza industriale del nostro Paese.
Parlare di complotto o di attacco ibrido russo è prematuro, nonostante la Procura indaghi anche in quella direzione. È doveroso attendere che gli organi di difesa dello Stato facciano il loro lavoro, anche se le necessità di sicurezza nazionale potrebbero richiederne la riservatezza. Tuttavia, la riflessione deve superare il perimetro del singolo incidente circoscritto e guardare oltre la stessa guerra in Ucraina, per la quale Colleferro produce munizionamento. Questo episodio va analizzato insieme ad altri recenti e sospetti incidenti avvenuti in Europa, unificandoli in un solo filone investigativo per costruire una vera intelligence di difesa comune europea. Il parallelismo storico è chiaro: durante la lotta alla mafia, finché si indagò sui singoli attentati come fossero faide isolate, lo Stato rimase inefficace. La svolta vincente contro Cosa Nostra arrivò solo quando si ebbe l’intuizione di unire i puntini creando un pool investigativo unico.
L’avvento di Donald Trump, alla Casa Bianca è, inoltre, la causa principale della corsa agli armamenti in Europa e in Italia. Il suo ultimatum sulla riduzione della protezione militare statunitense ha spinto i partner europei ad accelerare i ritmi industriali per garantire una deterrenza autonoma contro potenziali minacce.
Complice anche il Governo Meloni per l’amicizia dimostrata verso lo stesso Trump e la connivenza delle amministrazioni locali di Destra che, in eventi come quelli di Colleferro, non prendono le distanze dalla nefasta Politica estera del Governo Nazionale. Questa pressione produttiva spiega anche i piani di ampliamento per la produzione di esplosivi ad alto potenziale, come la nitrogelatina, nel vicino stabilimento KNDS di Anagni.
L’incidente di Colleferro, fortunatamente senza vittime, impone una riflessione profonda per evitare che i nostri centri abitati si trasformino in polveriere. Nel mondo contemporaneo, l’impatto dei conflitti si riflette già nei luoghi di lavoro e nei rischi ambientali causati da eventi come quello del 13 agosto. La nostra non è una posizione contraria alla legittima difesa dei confini nazionali; ci preoccupa, semmai, la logica di una certa politica disposta a sacrificare la sicurezza dei territori in nome della produzione bellica.
In questo scenario, il Partito Socialista Italiano sarà, è il caso di dirlo, in prima linea per stimolare e sostenere con convinzione la mobilitazione dei cittadini.
Fabio Buccilli