Puglia

“Verità e giustizia per Sadam Houssain”: Karim Tabti (Avanti PSI) esprime vicinanza alla famiglia e chiede piena luce sulla vicenda.

«Di fronte alla tragica morte di Sadam Houssain, 32enne di origine pakistana, sento il dovere di esprimere la mia più sincera e profonda vicinanza alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità pakistana presente sul nostro territorio».

È quanto dichiara Karim Tabti (Avanti PSI), membro dirigenziale del Partito Socialista Italiano sulla Città di Foggia, dopo il ritrovamento del giovane, scomparso nei giorni scorsi e rinvenuto senza vita nel bagagliaio della propria automobile nei pressi di Borgo Mezzanone.

«In momenti come questo – afferma Tabti – ogni parola rischia di essere insufficiente davanti al dolore che sta vivendo una famiglia. La perdita di un figlio è una tragedia difficile anche solo da immaginare, resa ancora più drammatica dalle circostanze in cui è avvenuta. Il mio pensiero va innanzitutto ai familiari di Sadam, che oggi si trovano ad affrontare un dolore immenso e, insieme, l’attesa di conoscere cosa sia realmente accaduto».

«A loro e a tutta la comunità pakistana – prosegue – voglio rivolgere la mia vicinanza e il mio affetto. In questo momento è importante che la famiglia non si senta sola e che tutta la nostra comunità sappia stringersi attorno a chi sta vivendo questa tragedia».

Tabti sottolinea inoltre la necessità che sulla vicenda venga fatta piena luce e che le indagini possano proseguire con la massima attenzione e nel rispetto del lavoro degli inquirenti.

«Confido pienamente nel lavoro degli investigatori e della magistratura – dichiara – affinché possano essere ricostruiti tutti gli aspetti di questa vicenda e accertate le cause della morte, così come ogni eventuale responsabilità. Non spetta alla politica formulare sentenze o anticipare conclusioni: spetta però a tutti noi chiedere che si arrivi alla verità. La famiglia di Sadam ha il diritto di sapere cosa è accaduto al proprio figlio e di ottenere tutte le risposte che merita».

«Una morte così drammatica – aggiunge Tabti – non può lasciarci indifferenti. Al di là della nazionalità e della provenienza, Sadam era una persona, un giovane uomo che aveva il diritto di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro in condizioni di sicurezza, dignità e rispetto».

«Come rappresentante politico e come cittadino di questa città – conclude Tabti – sento il dovere di essere vicino alla sua famiglia e di auspicare che le indagini possano portare presto alla piena verità su quanto accaduto. Oggi il nostro pensiero deve essere rivolto a Sadam, ai suoi familiari e a chi gli voleva bene. La verità è un diritto della famiglia e la giustizia deve poter fare il suo corso».