In evidenza

Viaggi, in tempo di crisi è boom dei turboelica e l’aereo si fa vintage

Viaggi, in tempo di crisi è boom dei turboelica e l’aereo si fa vintage

C’è crisi per tutti e a tutte le altitudini. E’ proprio il caso di dirlo dato che gli ultimi anni hanno visto l’esplosione delle compagnie aeree low cost che hanno eliminato quell’ambiente “aristocratico” che circondava la tradizione dei viaggi aerei, rendendo le traversate verso le mete insolite e poco frequentate più simili ad un viaggio in autobus che in aereo. E allora via il servizio di ristorazione a bordo, via l’assegnazione dei posti, biglietti solo online e strettissime norme sul peso delle valige. Ma c’è di più: in tempo di crisi si fa appello ai rimedi di una volta. Nei cieli dell’Europa e del mondo gli aerei a turboelica, infatti, sembra stiano tornando di moda. Un’industria italo-francese sta conoscendo un boom di vendite per i suoi Atr 72 ordinati da numerose compagnie per sostituire i più costosi jet su voli di corto raggio.

 

NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE – Insomma sembra stia spopolando il vintage anche in fatto di aereonautica con il principale vantaggio di un basso consumo di carburante e costi più bassi di produzione e mantenimento. I turboelica consumano, in media, il 50% meno di combustibile che, oltre a rappresentare un bell’alleggerimento delle spesa, tradotto in termini ambientali significa anche la riduzione della metà delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. Avantionline! ha intervistato Guido Massaro, pilota Alitalia ed ex pilota militare con migliaia di ore di volo di esperienza che ha fatto il punto su questa solo apparente involuzione tecnologica specificando inoltre che i turboelica «possono atterrare e decollare da piste più corte e quindi possono coprire il servizio in posti particolari come, ad esempio, le isole greche dove, spesso si trovano piste di 1000 metri assolutamente non utilizzabili per un jet». Sembra dunque che dalla crisi si riesca anche a trarre qualche vantaggio, riscoprendo soluzioni che sembravano superate, ma che si rivelano adatte alle sfide dei tempi che viviamo.

UNA STORIA DI SUCCESSO  – Insomma una rara storia di successo, in tempi di ristrettezze, per la joint venture franco-italiana ATR, con sede a Toulouse, nel cuore del distretto industriale aeronautico francese: il consorzio, formato al 50% da EADS e al 50% da Alenia Aermacchi rifornisce con i suoi velivoli ben 160 operatori in più 90 paesi diversi. Proprio l’anno scorso la ATR ha toccato il record con 157 velivoli venduti: secondo gli analisti di marketing della compagnia si tratta, principalmente, di una conseguenza dell’incremento dei prezzi del carburante ma anche del prezzo stesso degli aerei stessi molto inferiore rispetto ai jet. Uno dei punti di forza del successo dei nuovi velivoli sarebbe anche la riduzione del rumore dei motori che, grazie alla ricerca degli ingegneri dell’industria, ha reso più appetibili i velivoli per il trasporto dei passeggeri. Il maggior comfort derivato dall’abbassamento dei decibel è stato ottenuto grazie all’aumento delle pale de 4 a 6 per motore.

Sembra ci sia un ritorno degli aerei a turboelica dovuto soprattutto ai minori consumi. C’è davvero tutto questo vantaggio?

Indubbiamente i turboelica consumano molto meno, non c’è paragone: parliamo di un risparmio del 50% di carburante sulla stessa tratta. I risparmi in termini di carburante sono considerevoli soprattutto se si considera che, sul costo complessivo di un volo, è proprio il combustibile a rappresentare le maggiori uscite. Inoltre i vantaggi del turboelica riguardano anche il fatto che possono atterrare e decollare da piste più corte e quindi possono coprire il servizio in posti particolari come, ad esempio, le isole greche dove, spesso si trovano piste di 1000 metri assolutamente non utilizzabili per un jet.

Ma allora perché si scelse di passare al jet?

Innanzitutto i turboelica possono essere impiegati solo sul corto raggio. Difficilmente un turboelica copre tratte di più di 2 ore di volo. Poi, naturalmente i turboelica sono più lenti di un jet: per capirci, su una tratta Roma-Bari un jet impiega 40 minuti mentre un turboelica circa 1 ora. Ma la differenza su questo tipo di tratte non è significativa e, comunque, non paragonabile con il risparmio di carburante. Parliamo di 20 minuti in più.

Si dice che addirittura i turboelica sarebbero più sicuri dei jet perché, in caso di rottura del sistema idraulico, possono tranquillamente continuare a volare.

Ma, in realtà oggi la rottura del sistema idraulico è un’evenienza così remota che non è contemplata negli scenari di emergenza. Se ti si rompe un sistema idraulico ce ne sono almeno altri due, si possono perdere a limite i due terzi del sistema complessivo e comunque si continua a volare, certo a quel punto si deve atterrare, ma insomma parliamo di scenari davvero altamente improbabili.

Roberto Capocelli