A fine 2012, i disoccupati in Europa erano quasi 19 milioni, con la perdita di un ulteriore milione e ottocentomila posti di lavoro nel corso dell’ultimo anno. Ciò che preoccupa è che a febbraio 2013, il tasso di disoccupazione giovanile nell’Unione Europea ha raggiunto il 23,5%. Circa 5,7 milioni di giovani sotto i 25 anni sono disoccupati, 196.000 in più rispetto all’anno scorso.
I SISTEMI NAZIONALI DI GARANZIA DEI GIOVANI – Nel tentativo di affrontare l’incremento della crisi occupazionale dei giovani, la Commissione Europea con una proposta di nuove misure per rilanciare l’occupazione giovanile e il Parlamento Europeo, con una risoluzione nella plenaria del 16 gennaio, hanno richiesto una raccomandazione in sede di Consiglio Europeo per impegnare i Governi nella realizzazione di sistemi nazionali di Garanzia Giovani. Nella riunione del Consiglio Europeo, nell’ambito dell’accordo generale sul quadro finanziario pluriennale, sono stati destinati 6 miliardi di euro a tale scopo. Per affrontare il nodo della disoccupazione giovanile dunque, anche alla luce della relazione già adottata l’11 Maggio del 2012 dalla Presidenza del PSE, della priorità data ieri a Roma dal vertice tra i Ministri di Lavoro e Finanze di Italia, Francia, Germania e Spagna e della attività svolta dai Consigli Nazionali dei Giovani di alcuni Paesi europei tra cui l’Italia, il primo passo da fare, in vista del Consiglio UE del 27 Giugno, è chiedere all’Europa che si anticipi a quest’anno l’avvio del piano europeo ‘Youth Guarantee’, sbloccando i 6 miliardi di euro destinati ai Paesi degli stati membri. Quattrocento milioni per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro non sono molti, ma a fronte della scarsità delle risorse nazionali, rappresentano un buon punto di partenza.
NEL PROGRAMMA LA CENTRALITA’ DEI CENTRI PER L’IMPIEGO – Il programma europeo è però legato a un progetto che prevede la centralità dei Centri per l’impiego. La difficoltà nella attuazione della proposta è proprio questa. I nostri centri per l’impiego non sono come quelli svedesi o come quelli finlandesi, intermediano, rileva un recente rapporto dell’Isfol, poco più di 3 persone su 100. Per questo, come ha recentemente ricordato il segretario e senatore del Psi Riccardo Nencini, come partito socialista abbiamo consegnato al Ministro Giovannini alcuni punti del piano europeo che riteniamo importanti per integrare una strategia più ampia ed efficace di riforma delle politiche attive del mercato del lavoro. La proposta da presentare per contrastare l’incessante incremento della disoccupazione giovanile deve ripercorrere il programma elaborato lo scorso 5 dicembre dalla Commissione Europea, prevedendo l’adozione di una serie di azioni di sistema per ridurre il costo del lavoro e per incentivare nuove assunzioni.
LE PROPOSTE A RIGUARDO DEI PARLAMENTARI DEL PSI – I nostri parlamentari hanno presentato sin dai primi giorni di legislatura, delle proposte di legge, per agevolare l’assunzione di giovani e donne attraverso la riduzione degli oneri fiscali per le imprese, per favorire il riconoscimento delle tutele elementari per quelle donne e quegli uomini, milioni di ragazze e ragazzi, che svolgono lavori a tempo determinato, precari e ‘atipici’. A questi interventi vanno però accompagnate politiche di medio e lungo termine per il rilancio della economia reale, avviando incisive riforme, non solo politiche di bilancio, che consentano all’Italia, di recuperare il lungo tempo perso. Un grande sforzo dunque, in direzione della produzione e del lavoro, al quale tutti siamo chiamati a contribuire: forze politiche economiche e sociali in un ritrovato spirito di unità nazionale.
Maria Cristina Pisani