Società

Fabula, quando i giovani diventano davvero protagonisti

  • Fabula chiama i giovani a scrivere, immaginare, discutere, fare domande, confrontarsi con personalità della cultura, dello spettacolo, dello sport e delle istituzioni

Di giovani la politica parla moltissimo. Li convoca nei programmi, li inserisce nei documenti, promette di ascoltarli. Più raramente riesce a costruire luoghi nei quali siano davvero loro a parlare. Fabula, da sedici anni, fa esattamente questo. A Bellizi, in provincia di Salerno.

L’intuizione di Andrea Volpe, consigliere regionale socialista e ideatore del Premio, sta soprattutto qui. Aver intercettato con largo anticipo una delle questioni centrali del nostro tempo – il rapporto con le nuove generazioni – scegliendo però una formula originale. I ragazzi non sono il pubblico di un evento pensato dagli adulti. Non sono una scenografia utile per una fotografia o una platea alla quale spiegare cosa dovrebbe essere il futuro. Sono i protagonisti.

Fabula li chiama a scrivere, immaginare, discutere, fare domande, confrontarsi con personalità della cultura, dello spettacolo, dello sport e delle istituzioni. E soprattutto li ascolta. È una differenza sostanziale.

L’edizione 2026 lo ha dimostrato ancora una volta. Oltre cinquecento ragazzi arrivati da tutta Italia, sei giorni di incontri, laboratori e spettacoli, grandi ospiti e una piazza gremita per la conclusione. Numeri importanti, certamente. Ma il successo più interessante non si misura soltanto nelle presenze.

Si misura nella capacità di un’iniziativa nata a Bellizzi di essere cresciuta senza perdere la propria identità. Anzi, trasformando quella che poteva essere una manifestazione territoriale in un appuntamento nazionale dedicato alla creatività giovanile.

C’è anche un messaggio politico, nel senso più nobile della parola. Andrea Volpe viene dalla cultura socialista, una cultura che ha sempre considerato emancipazione, conoscenza e partecipazione strumenti essenziali per costruire cittadinanza. Fabula traduce questi valori in un linguaggio contemporaneo, senza trasformarli in una lezione ideologica.

Mentre una parte della politica continua a chiedersi come “parlare ai giovani”, Fabula suggerisce una risposta molto più semplice: bisogna innanzitutto far parlare i giovani.

E poi avere la curiosità, e qualche volta anche l’umiltà, di ascoltarli.

È probabilmente questa la forza dell’idea di Volpe. Non utilizzare una generazione per raccontare il futuro, ma consegnarle uno spazio nel presente. Perché i giovani non sono una categoria da evocare nei convegni o nelle campagne elettorali. Sono persone alle quali dare fiducia, strumenti e voce.

Fabula lo fa da sedici anni. E forse è proprio per questo che continua a crescere.