Diritti e Lavoro

Legge 104, regole sui famigliari

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Carta “Dedicata a te”
MODALITA’ OPERATIVE PER IL BIENNIO 2026 – 2027
La legge di bilancio 2026 ha rifinanziato la carta “Dedicata a te” per il biennio 2026-2027 e il decreto interministeriale 24 giugno 2026 ha definito beneficiari, criteri di accesso e modalità di erogazione del contributo.
Con il messaggio Inps del 22 settembre 2026, n. 2906, l’Istituto di previdenza fornisce le indicazioni per l’individuazione dei beneficiari e illustra le modalità operative per il 2026 e per il 2027.
La misura prevede un’unica lista di beneficiari valida per entrambe le annualità. Possono accedere al beneficio i nuclei familiari residenti in Italia con Isee ordinario non superiore a 15.000 euro e con tutti i componenti iscritti all’Anagrafe della popolazione residente. Non è necessario presentare domanda.
Sono esclusi i nuclei familiari:
che percepiscono l’Assegno di Inclusione, la Carta acquisti o altre misure di sostegno economico alla povertà e all’inclusione sociale;
in cui almeno un componente beneficia di prestazioni di sostegno al reddito o alla disoccupazione, come Naspi, Dis-Coll, Cig e strumenti analoghi.
Il contributo, pari a 500 euro per ciascun anno, è destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità e viene erogato tramite una carta elettronica prepagata messa a disposizione da Poste Italiane.
Le carte saranno attivate dal 4 novembre 2026 con la prima ricarica di 500 euro. Saranno consegnate agli aventi diritto presso gli uffici postali abilitati al servizio.
Le carte già emesse negli anni precedenti resteranno valide per i beneficiari confermati nelle nuove liste. Per mantenere il beneficio relativo al 2026, il primo utilizzo della carta dovrà avvenire entro il 16 dicembre 2026. La ricarica relativa al 2027 sarà accreditata a partire dal prossimo aprile.
Da giovedì scorso 24 settembre 2026 i comuni possono accedere all’applicativo Inps dedicato alla gestione degli elenchi dei potenziali beneficiari, che dovranno essere consolidati entro il 13 ottobre 2026. Successivamente, l’Inps trasmetterà le liste definitive a Poste Italiane per la messa a disposizione delle carte agli aventi diritto.
Gli enti locali cureranno la pubblicazione degli elenchi dei beneficiari e forniranno ai cittadini tutte le informazioni necessarie per il ritiro e l’utilizzo della carta “Dedicata a te”.

Legge 104
PERMESSI E SUPERAMENTO DEI LIMITI PREVISTI
Con la circolare Inps del 18 settembre scorso, n. 100, l’Istituto di previdenza illustra la disciplina applicabile in caso di superamento del limite complessivo di tre giorni mensili di permesso e di contestuale fruizione dei medesimi giorni per lo stesso assistito.
Nello specifico, viene chiarita la disciplina applicabile nei casi di:
superamento del limite complessivo di tre giorni mensili di permesso (art. 33, co. 3, l. 104/1992) per l’assistenza alla medesima persona con disabilità da parte di più aventi diritto;
contestuale fruizione dei giorni mensili di permesso (art. 33, co. 3, l. 104/1992) per l’assistenza alla medesima persona con disabilità da parte di più aventi diritto.
Tutte le informazioni sono disponibili in dettaglio all’interno della circolare.

Permessi legge 104
REGOLE SUI FAMILIARI E DURATA
L’Istituto di previdenza evidenzia che, anche con più familiari autorizzati, i permessi 104 restano limitati a tre giorni mensili complessivi e devono essere fruiti in modo alternato. Il superamento del tetto comporta giornate indebite, recuperate secondo la priorità temporale o, in caso di utilizzo simultaneo, ripartite tra i lavoratori
Cosa succede se più familiari si alternano nell’assistenza alla stessa persona con disabilità e superano i tre giorni al mese previsti dalla Legge 104, oppure utilizzano il permesso nello stesso momento? A fissare i criteri da seguire è l’Inps con la circolare n. 100 del 18 settembre 2026.
Autorizzazioni multiple
La normativa consente che più familiari siano autorizzati all’assistenza della stessa persona con disabilità. L’eliminazione del principio del “referente unico” non modifica però il tetto mensile: i tre giorni restano complessivi, anche se frazionati in ore, e devono essere ripartiti in modo alternato tra gli aventi diritto. L’Inps richiama quindi la necessità di una pianificazione familiare per evitare sovrapposizioni.
Superamento limite
Se nel mese vengono utilizzati più di tre giorni complessivi, le giornate e le ore eccedenti sono considerate indebite. L’Istituto applica il criterio della priorità temporale: riconosce i primi tre giorni fruiti e avvia il recupero nei confronti del lavoratore che ha utilizzato il permesso oltre il limite. Nell’esempio che si legge nella circolare, due lavoratori assistono la stessa persona: il primo usa i permessi il 5 e il 18 marzo; il secondo il 25 e 30 marzo. Il limite viene raggiunto il 25 marzo, quindi la giornata del 30 marzo è indebita.
Permessi concomitanti
Se due familiari utilizzano il permesso nella stessa giornata o nelle stesse ore, si viola il principio dell’alternanza. Non essendo possibile stabilire una priorità, l’indebito viene diviso in parti uguali tra i lavoratori coinvolti, tenendo conto del rispettivo orario di lavoro.

Funzionalità
APP INPS MOBILE
L’app Inps Mobile permette di accedere in modo rapido e trasparente ai principali servizi dell’Istituto previdenziale direttamente dallo smartphone.
Pensata per giovani, lavoratori, famiglie, pensionati e inoccupati, l’app consente di consultare documenti e inviare richieste di prestazioni in totale autonomia.
Accreditata fin dal 2011 e costantemente aggiornata nelle sue componenti di sicurezza e usabilità, l’applicazione supporta l’accesso tramite Spid e Carta d’identità elettronica (Cie) oltre all’invio di notifiche push per rimanere sempre informati sullo stato delle proprie pratiche.
L’interfaccia della versione 4.0 si adatta alle esigenze del singolo utente e, attraverso la schermata iniziale, è possibile personalizzare l’homepage selezionando i tre servizi più utilizzati, in modo da rendere il monitoraggio della propria posizione contributiva e previdenziale ancora più immediato.
Integrazione del Cassetto previdenziale del contribuente
A seguito della dismissione dell’app Inps Cassetto Art Com, le relative funzionalità sono state integrate direttamente all’interno di Inps Mobile.
Nella sezione dedicata al “Cassetto previdenziale del contribuente” è possibile:
consultare i dati anagrafici del nucleo aziendale e la posizione assicurativa (estratto dei mesi contributivi e lista versamenti);
ottenere i dati e utilizzare l’utility di calcolo per la compilazione dei modelli F24;
verificare l’estratto degli importi dovuti e versati (entro e oltre il minimale di reddito);
consultare avvisi di addebito, comunicazioni di debito, avvisi bonari e codeline per le regolarizzazioni;
presentare istanze online per la Gestione previdenziale artigiani e commercianti.
Compatibilità e download
L’applicazione è scaricabile gratuitamente dagli store ufficiali:
Android (v 4.4.5): dimensione 14,7 MB | Richiede Android 6.0 o successive;
iOS (v 4.4.5): dimensione 112,8 MB | Richiede iOS 16.0 o successive (compatibile con iPhone e iPad).

XXV Rapporto annuale Inps
LA FLESSIBILITA’ ORGANIZZATIVA ALLUNGA LA CARRIERA
I primi risultati dell’analisi sul rapporto tra lavoro da remoto e permanenza al lavoro nelle età prossime al pensionamento mostrano che una maggiore flessibilità organizzativa si associa a comportamenti osservabili di prosecuzione dell’attività lavorativa, e non a una più rapida uscita dall’occupazione. Le prime evidenze dell’analisi, condotta su un campione di lavoratori privati non agricoli di età compresa tra 50 e 74 anni nel quadriennio 2020-2024, sono eterogenee.
I lavoratori appartenenti a gruppi con maggiore probabilità di accesso al lavoro da remoto tendono a mostrare una minore probabilità di uscita verso la pensione, pari a 1,3 punti percentuali in meno nell’anno successivo, in particolare tra gli uomini (donne 0,4 punti, uomini 1,9). La minore associazione con la permanenza al lavoro registrata per le donne può riflettere una più generale fragilità dei percorsi occupazionali femminili, che si manifesta lungo più dimensioni, carriere più discontinue, maggiore incidenza delle responsabilità familiari e di cura, vincoli contributivi più stringenti e, in alcuni casi, minore accesso a mansioni e posizioni compatibili con il lavoro da remoto.
Sono alcuni dei dati emersi dalla presentazione del “XXV Rapporto annuale INPS” alla Luiss, a cui hanno preso parte Gabriele Fava, Presidente dell’Istituto, Paolo Boccardelli, Rettore dell’università, Gianfranco Santoro, Direttore centrale Studi e Ricerche Inps, Monica Paiella, professoressa dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope e dirigente Inps, Pietro Reichlin e Luana Zaccaria, professori di Economia della Luiss. L’intervento di Alberto Petrucci, Head del Dipartimento di Economics and Financial Markets della Luiss, ha concluso il convegno.
Non si diventa anziani a 65 anni. L’invecchiamento della popolazione viene prevalentemente descritto come un problema, associato a pressioni sulla spesa pensionistica, carenze di forza lavoro e aumento dei costi sanitari. Questa rappresentazione si fonda in larga misura su indicatori demografici statici e su una definizione rigida dell’età anziana, generalmente fissata a 65 anni.
Una lettura più dinamica suggerisce di interpretare l’invecchiamento non solo come una sfida, ma come una trasformazione strutturale, attraverso indicatori prospettici che definiscono l’ingresso nell’età anziana non esclusivamente sulla base degli anni già vissuti, ma della speranza di vita residua, tenendo conto dei progressi nella sopravvivenza e nelle condizioni di salute. In questa prospettiva, la maggiore longevità non rappresenta soltanto una fonte di pressione sui sistemi di welfare, ma anche una trasformazione strutturale da governare attraverso politiche più flessibili, capaci di distinguere tra età anagrafica, condizioni di salute, capacità funzionali e caratteristiche del lavoro svolto.
Un cambio di prospettiva che il Presidente dell’Inps ha voluto commentare direttamente, leggendo nei dati sul lavoro da remoto la conferma di un’intuizione più ampia.
«Questi numeri ci dicono che flessibilità e permanenza al lavoro non sono in conflitto, sono alleate», ha osservato Fava. «Chi ha la possibilità di lavorare in modo più flessibile non lascia prima, resta più a lungo, e questo vale soprattutto per gli uomini, mentre per le donne il dato più basso ci racconta un’altra storia, quella di carriere ancora troppo condizionate dal lavoro di cura. Non possiamo continuare a ragionare per soglie anagrafiche fisse quando la realtà del lavoro e della salute si muove per traiettorie individuali. 65 anni non è più una soglia, è un numero».
Da qui, per Fava, discende una lettura più generale del rapporto tra demografia e sistema previdenziale, che ha voluto riassumere in una seconda dichiarazione. «Le pensioni di oggi raccontano le carriere di ieri, la pensione di domani si scrive nel lavoro di oggi» ha detto il Presidente. «Per due decenni abbiamo letto i dati demografici come un verdetto, e le preoccupazioni sull’invecchiamento della popolazione restano legittime, ma guardate da sole raccontano solo metà del Paese. L’altra metà emerge quando si cambia registro, dall’ansia demografica a un’agenda di opportunità con tre protagonisti, i giovani, la tecnologia, le imprese».
Fava ha quindi sviluppato il ragionamento entrando nel merito dei tre pilastri dell’agenda. «I giovani non sono il problema, sono la soluzione. Tra il 2019 e il 2025 gli assicurati Inps fino a 34 anni sono cresciuti del 12,4%, segno di una base contributiva che si allarga proprio dove si temeva si restringesse. La tecnologia, se governata come leva di produttività e non come minaccia occupazionale, genera valore e con esso gettito. E nessun giovane costruisce una carriera da solo, le imprese restano il primo partner della sicurezza sociale, il luogo dove le competenze diventano lavoro stabile» ha concluso, aggiungendo che «non si tratta di negare le difficoltà, si tratta di rispondervi con un’agenda concreta. È così che la pensione di domani si scrive, un contributo alla volta, nel lavoro di oggi».

Carlo Pareto