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SENZA CONFRONTO

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  • Legge elettorale, domani il testo in Aula al Senato. L'opposizione conferma la linea dura

Proseguono i lavori della prima commissione del Senato sulla legge elettorale, impegnata nel rush finale in vista dell’approdo in aula del provvedimento fissato per le 10 di domani. Il punto è se questo primo esame a palazzo Madama si chiuderà, come appare ormai probabile, senza il mandato al relatore, con la conseguenza che sarà l’aula ad occuparsi delle eventuali modifiche al testo con gli emendamenti e i sub emendamenti.

Il lavori vanno avanti tra accuse reciproche di ostruzionismo e di mancato confronto. Il presidente della Commissione Andrea De Priamo di Fratelli d’Italia ha attribuito i ritardi all'”ostruzionismo dell’opposizione”. Accusa prontamente respinta dalle opposizioni: “Noi continuiamo a fare il nostro lavoro qui in Commissione. Nessuno ha fatto un intervento su un emendamento parlando d’altro. Abbiamo provato con fatica a stare nel merito dei singoli emendamenti e non abbiamo avuto praticamente nessuna risposta”.

L’opposizione conferma la linea dura sul ‘Melonellum’. Mercoledì mattina, intanto, dovrebbero vedersi gli sherpa del centrodestra per entrare nel merito delle questioni affrontate solo marginalmente in commissione al Senato, resta da chiarire infatti l’atteggiamento della coalizione su alcune modifiche al testo su questioni non marginali, dalle preferenze al ballottaggio.

Governo e maggioranza procedono con un proprio metodo, quello di non cedere al confronto mentre una regola come la legge elettorale dovrebbe essere condivisa e non scritta per un tornaconto di parte.

Nel merito la Commissione ha respinto una serie di proposte avanzate dalle opposizioni. È stato bocciato l’emendamento unitario, a prima firma della capogruppo di Italia Viva Raffaella Paita e sottoscritto anche dai capigruppo Francesco Boccia (Pd), Luca Pirondini (M5s) e Peppe De Cristofaro (Misto-Avs), che puntava a portare al 50% la quota di rappresentanza di genere, introducendo il principio della parità tra uomini e donne anche nell’individuazione dei capigruppo. Respinto anche l’emendamento della senatrice Aurora Floridia (Verdi Alto Adige-Südtirol) che prevedeva una quota minima del 25% di candidati con meno di 35 anni.

Il governo ha invitato a trasformare la proposta in un ordine del giorno, senza però il riferimento all’introduzione di quote. Bocciati inoltre altri emendamenti delle opposizioni, compresi quelli unitari, finalizzati a rafforzare l’alternanza di genere nelle candidature. Non hanno superato l’esame della Commissione neppure le proposte sulla raccolta digitale delle firme necessarie per la presentazione delle liste.