Economia

Imu, la proposta del Psi: «Sostituirla con una patrimoniale sulle grandi ricchezze»

Imu, la proposta del Psi: «Sostituirla con una patrimoniale sulle grandi ricchezze»

Da Melfi a Perugia, dalla Calabria alla Puglia, da Bologna alla Lombardia. Ha tanti volti e parla con tanti accenti diversi il popolo degli amministratori locali del Psi riunitosi a Roma. Tanti volti giovani con dentro gli occhi la passione di chi ha saputo conquistare la fiducia degli elettori ascoltando i loro bisogni, lavorando sul territorio, giorno dopo giorno, a contatto con la gente. Una passione che nasce anche dalla consapevolezza di essere la più moderna espressione di una tradizione antica. Arriva in un momento difficile la Consulta nazionale degli amministratori socialisti: dopo le amministrative e prima della prima rata dell’IMU sulla prima casa che, per molte famiglie, sarà la stangata attraverso la quale il governo, nascondendosi dietro ai sindaci, preleverà dalle tasche dei cittadini senza ridistribuire sul territorio. Riguardo al tema della partecipazione, così legato al radicamento territoriale del Partito, il segretario Nencini ha anche ricordato la proposta del Psi di abbassare il voto ai 16enni.

LA PROPOSTA SOCIALISTAEd è proprio il tema dell’IMU sulla prima casa al centro del dibattito: per un partito delle “autonomie locali” l’IMU, come ha ricordato il segretario Riccardo Nencini in apertura, «si configura come una patrimoniale di Stato iniqua perché non si riversa sulla comunità». Una operazione alla quale opporre la proposta del Psi di lanciare una patrimoniale vera, modulata e diretta ai redditi più alti che, continua Nencini, «inneschi un processo di crescita». È una proposta chiara quella socialista, in Italia come in Europa: «L’applicazione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze può sostituire il gettito ricavato dall’IMU» senza gravare sulle famiglie in difficoltà, ha spiegato Nencini. Parlando di IMU, il senatore Gerardo Labellarte ricorda che le forze socialiste «sono storicamente contrarie alla tassazione sulla prima casa, a maggior ragione alla luce delle specificità del contesto nazionale: una convinzione che ha una giustificazione ancora più profonda nel caso dell’IMU che non va a rimpinguare gli enti locali ma fa cassa per lo Stato. In questo contesto, il Coordinatore nazionale del Partito Socialista Marco Di Lello ha colto l’occasione per ricordare l’importanza «del progetto della Casa dei Riformisti, vista non come un partito sostitutivo del Psi, ma come un’alleanza di governo fra partiti che si richiamano al socialismo europeo».

RIORGANIZZARE GLI ENTI LOCALI – Rilancia anche il tema degli enti locali il segretario Nencini, sottolineando l’importanza di una «necessaria riorganizzazione istituzionale perché le autonomie locali devono decollare, le nostre comunità devono avere un maggior protagonismo. I socialisti conoscono bene questa necessità perchè sono forti sul territorio». Sulla stessa linea il senatore Labellarte che, commentando la proposta della riforma della Carta delle Autonomie, sottolinea come «in un’ipotesi di governo socialista gli enti locali non vengono concepiti come delle spese da tenere sotto controllo, ma come risorse su cui puntare». La Consulta, dunque, diventa l’occasione per creare una piattaforma capace di rilanciare importanti sinergie con gli enti locali che incarnano la “frontiera” dei bisogni dei più deboli.

IL NUOVO CENTRALISMO – E dal sindaco di Melfi Livio Valvano, a quello di Cassano Ionico Gianni Papasso, i sindaci socialisti mettono in guardia contro il rischio posto in essere dalla nuova ondata di “centralismo” giustificata con la necessità di far fronte alla crisi: il governo di Mario Monti sembra seguire il solco tracciato negli ultimi dieci anni che ha imposto al sistema della autonomie, Comuni in primis, delle restrizioni finanziarie sproporzionate rispetto al peso reale sul deficit dello Stato. Inoltre l’esplodere dell’emergenza “crisi” sembra abbia offerto il “la” affinché il grande rimosso dal dibattito sulle autonomie sia il tema del federalismo fiscale. Un federalismo da non confondere con la versione “localista” proposta dalla Lega ma come espressione di una proposta che vada nel senso della responsabilità, della trasparenza nella gestione, dell’aderenza alle necessità e del controllo della spesa da parte dei cittadini.

LA FORZA DEL PSI – Come afferma il senatore Labellarte in chiusura «La forza dei socialisti sono anche le donne e gli uomini che stanno nelle amministrazioni locali, spina dorsale del partito che combatte sul territorio». Labellarte ha ricordato, parlando proprio di quelle donne e quegli uomini, che «Il Psi in Italia continua ad esistere, il Psi siamo noi con la nostra eredità e la nostra storia, unici veri rappresentati del socialismo con le nostre testate come Avanti!, Mondoperaio, Avanti della domenica».

Roberto Capocelli