Musica

Il sentito omaggio
del pubblico romano
all’Orquesta Buena Vista

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Vogliamo che la nostra tradizione musicale viva e incontri il mondo. Questo è l’obiettivo dei nostri tour e questo è quello che ho cercato di fare per gran parte della mia vita e della mia carriera”. Questo il leitmotiv di Omara Portuondo, diva cubana e ospite d’eccezione del concerto dell’“Orquesta Buena Vista Social Club”, che ieri sera ha salutato il pubblico romano. Dopo 16 anni di viaggi, migliaia di esibizioni in tutto il mondo, i musicisti della leggendaria orchestra sono tornati in Europa per l’ultimo tour di addio.

L’ADIOS TOUR – La serata, in una gremita Cavea dell’Auditorium Parco della Musica è stata l’occasione – unica e ultima – per farsi trasportare dagli irresistibili ritmi cubani della celebre orchestra che la platea ha omaggiato con sentiti applausi e una lunga standing ovation al termine del concerto. Sotto la direzione musicale del direttore e trombonista Jesus “Aguaje” Ramos, la line up del tour coinvolgerà diversi elementi presenti nell’album e nel film d’esordio come il cantante e chitarrista Eliades Ochoa, il trombettista Guajiro Mirabal e il virtuoso di Laud Barbarito Torres.

L’ORQUESTA – L’Orquesta Buena Vista Social Club realizzò il suo unico album in studio nel 1997, prodotto da Ry Cooder; il disco riscosse immediatamente un enorme successo di pubblico e critica, vincendo anche un Grammy Award. All’album fece seguito, nel 1999 il fortunatissimo docu-film di Wim Wenders, e da allora la storia dell’orchestra è stata un susseguirsi di tour internazionali e di album solisti dei componenti del gruppo, che hanno dato vita a un vero e proprio “fenomeno Buena Vista” che in origine era il nome del club, a l’Havana, attivo dal 1932 e riservato ai neri durante gli anni della dittatura di Fulgencio Batista.

Silvia Sequi