Se la misura della qualità di un governo è la sua durata, non vi è dubbio che il record assoluto che oggi Giorgia Meloni festeggia ha ragione di essere, detto senza alcun infingimento.
Ma la stabilità politica che è pur sempre un valore deve anche coincidere con la qualità che un Esecutivo ha saputo esprimere. E qui il giudizio non può essere altrettanto positivo tanto è vero che per giustificare l’inazione o la sua intrinseca debolezza si richiama alla difficile congiuntura economica causata dalla crisi internazionale.
altre nazioni hanno dovuto subire e sopportare le conseguenze della medesima crisi internazionale e mostrano un’eloquente superiorità nella crescita economica cifra che è difficile eludere o smentire con le chiacchiere: l’Italia é fanalino di crescita nell’Unione Europea, nei dati acclarati e nelle previsioni.
La stabilità e la longevità dell’esecutivo non ha coinciso con la sua efficacia
.C’è stato un quadriennio di autocelebrazione per la postura internazionale mantenuta ( sostanzialmente ambigua, alterna nel sostegno alla difesa del diritto internazionale in Ucraina, silente ai confini della complicità nel conflitto israelo-palestinese, riluttante nel sostegno ufficiale all’azione americana in Iran ma anche qui sostanzialmente consenziente) ed una logica di asservimento all’alleato americano che ha prodotto addirittura, l’incomprensione sfociata in scontro aperto.
La legislatura parlamentare ha prodotto una gravidanza isterica di provvedimenti securitari che ha innalzato l’allarme sociale e non là sicurezza, un sostegno di malavoglia alla riforma della Giustizia ha rappresentato una tappa elettorale per lei negativa, smentita tuttavia da sondaggi che mantengono la Meloni in ottime posizioni tallonata solo dalle destre estreme che, la cultura generale di questo esecutivo ha finito per agevolare. Maggiore il disagio sociale, maggiore la sensazione di insicurezza dell’Avvenire più strutturato diventa un voto di protesta conservatore in definitiva reazionario.
In conclusione: leggo che la teoria praticata del cosiddetto “male minore” è in voga presso molti osservatori ed anche gruppi di pressione, si è giunti persino a normalizzare il gruppo di Vannacci, chiamato come incredibile interlocutore ( nella settimana della presentazione del suo programma dal sapore fascistoide) niente meno che dal Gotha della finanza lombarda in quel del Ramo del Lago di Como.
Per farsi andar bene, la Meloni si innalza l’argomento comparativo, ovvero il giudizio tranchant sulle opposizioni.
Oggi si giudicano quattro anni di Governo e non quattro anni dell’opposizione, il giudizio é fondato su dati empirici di fatto.
Ed il giudizio è negativo.