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BIS CONTE

Il Governo è fatto. Conte ha giurato per primo e ha firmato con la propria penna, che ha estratto dal taschino della giacca, come lui tutti i ministri, ha pronunciato la formula del giuramento: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.
Ventuno ministri, dieci del MoVimento Cinquestelle, nove del Partito democratico, uno di Leu. Più una ministra “tecnica”, l’ex prefetta di Milano Lamorgese, che arriva al Viminale.
Lunedì sarà votata la fiducia alla Camera, martedì al Senato. Verso il nuovo esecutivo giungono apprezzamenti dall’Europa. “Penso che sia un bene che ci sia un governo chiaramente impegnato su una linea pro-Ue per trovare soluzioni comuni con il resto dell’Unione. Sono pronto a lavorare con il nuovo governo italiano”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans.
Il programma dei giallorossi è ricco e ambizioso. Taglio del cuneo fiscale, salario minimo, niente aumento IVA, nuove norme per il rientro dei talenti, infrastrutture, riforma fiscale, crescita e lavoro al Sud, turismo, export sono i primi elementi di politica economica emersi.
La squadra di Conte è pronta e, come anticipato, tutti nuovi, anche se è da ricordare il ritorno di Dario Franceschini ai beni culturali. Ma c’è un altro ritorno sulla scena politica italiana degno di nota, quello dell’ex premier Paolo Gentiloni. Come primo atto, il presidente del Consiglio ha informato il Cdm di aver comunicato ieri alla presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen il nome di Paolo Gentiloni come membro italiano della nuova commissione.
Tra le altre buone notizie e ‘ritorni’ quella dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano che potrà quindi tornare a casa. Il Tribunale di Locri ha revocato il divieto di dimora a Riace che era stato disposto nei confronti dell’ex sindaco Domenico Lucano, nell’ambito dell’inchiesta “Xenia” sui presunti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei migranti. La revoca è stata disposta in accoglimento dell’istanza presentata dai difensori di Lucano, gli avvocati Antonio Mazzone e Andrea Daqua.