In Germania le urne sono rimaste aperte dalle 8.00 del mattino fino alle 18. Le elezioni anticipate sono state decise dopo la crisi del governo Scholz. Il voto è molto significativo poiché segna il destino del più importante Stato membro dell’Unione.
Il nuovo governo che nascerà dopo l’elezione dei parlamentari erediterà un’economia in recessione per il secondo anno di fila, la prima volta in decenni di storia. La macchina tedesca è appesantita dalla burocrazia, dall’aumento dei costi dell’energia e da un’industria automobilistica, un tempo fondamentale, che fatica a tenere il passo con le trasformazioni imposte dall’avvento dei veicoli elettrici.
Già nei sondaggi pre-elettorali si vedevano in testa i partiti conservatori tedeschi e l’AfD di estrema destra con Friedrich Merz, della Cdu di centro-destra, il candidato con maggiori chance di diventare cancelliere. In tal caso, prenderebbe il posto di Olaf Scholz, leader dei socialdemocratici (Sdp).
Il partito di Merz spinge per la riduzione delle tasse, la riforma dell’esercito del Paese, in difficoltà, e una revisione radicale delle norme su immigrazione e asilo.
Nel frattempo, la leader dell’AfD Alice Weidel ha fatto notizia per il sostegno ricevuto dal miliardario Elon Musk. L’AfD è da tempo critico nei confronti dell’Unione europea e ha affermato che la Germania dovrebbe uscire dal blocco.
I risultati parziali delle elezioni federali in Germania hanno confermato le previsioni di exit poll e sondaggi. La Cdu/Csu di Friedrich Merz è arrivata prima con quasi il 29 per cento di voti, seguita dall’Afd di Alice Weidel che ha ottenuto un risultato storico attorno al 20% raddoppiando i consensi rispetto al 2021. Male invece l’Spd di Olaf Scholz, che con poco più del 16% ha registrato il suo peggior risultato dal 1887 perdendo quasi 10 punti in quattro anni. Bene i due partiti di sinistra Die Linke vicino al 9% (ben oltre le aspettative) e Bws. Delusi i Verdi attorno al 13% ed i Liberali che con meno del 5% non andranno in Parlamento.
Ora si apre il rebus governo perché, nonostante il buon risultato, Merz da solo non ha la maggioranza per guidare un esecutivo. Dovrà dunque allearsi con almeno un partito, ma quale? Scholz ha detto di non essere disposto a negoziare con lui. Weidel, al contrario, gli ha teso la mano, ma la Cdu non vuole allearsi con l’ultradestra. Se ne parlerà nei prossimi giorni, intanto un dato di cui tutti possono notare è quello dell’affluenza ai seggi che è stata pari all’84 per cento, la più alta dal 1990.
Secondo quanto riportato dal Die Welt, l’Afd ha stravinto nella Germania orientale. In Sassonia, dopo lo spoglio di numerose circoscrizioni, l’ultradestra ha ottenuto il 43 per cento dei voti, più del doppio rispetto alla Cdu (20,5 per cento). In Sassonia-Anhalt, invece, poco meno del 38%, sempre ben al di sopra della Cdu con il 19%.
Rispetto alle precedenti elezioni del 2021, hanno aumentato il proprio consenso la Cdu, l’Afd (che ha raddoppiato i voti) e i due partiti di sinistra Die Linke e Bws. Hanno invece perso terreno la Spd (che ha perso quasi il 10%), i Verdi e i Liberali.
Heidi Reichinnek, leader e candidata di punta di Die Linke (sinistra), si è detta molto soddisfatta del risultato del suo partito. I sondaggi prevedevano tra il 5 e il 6 per cento. Invece, secondo le proiezioni dell’exit poll avrebbe ottenuto un risultato superiore all’8. Haidi ha dichiarato ad Ard: “Sono incredibilmente felice del nostro risultato. Continueremo a sostenere l’edilizia abitativa a prezzi accessibili e un sistema fiscale equo”.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto i complimenti a Merz su X: “Congratulazioni a Friedrich Merz e alla Cdu/Csu per la loro netta vittoria elettorale di oggi. Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con il vostro prossimo governo per rafforzare ulteriormente la partnership tra i nostri due Paesi”.
Anche Donald Trump ha espresso la sua esultanza per l’esito elettorale. “Sembra che il partito conservatore in Germania abbia vinto le elezioni, molto importanti e attese. Proprio come gli Usa, il popolo della Germania si è stancato dell’agenda senza senso, soprattutto su energia e immigrazione, che ha prevalso per tanti anni. Questo è un grande giorno per la Germania e per gli Stati Uniti d’America sotto la guida di un gentiluomo di nome Donald Trump. Congratulazioni a tutti, seguiranno tante altre vittorie!”.
A 69 anni, il conservatore tedesco Friedrich Merz, dopo essere stato a lungo deriso e definito un uomo del passato, ora sta per diventare cancelliere, dopo la vittoria del suo schieramento conservatore alle elezioni legislative tedesche, intende incarnare il futuro e ridare fiducia a un Paese in preda a grandi dubbi.
È stata una lunga strada per questo ex rivale di Angela Merkel che lo aveva messo da parte nel Partito Cristiano Democratico (Cdu) nei primi anni 2000. L’Unione conservatrice, a cui appartiene anche il piccolo partito bavarese Csu, è risultata vincitrice alle elezioni generali anticipate con quasi il 29%, davanti all’estrema destra di AFD e ai socialdemocratici. Per la Cdu in effetti non si tratta di un trionfo, anzi si tratta del secondo peggior risultato nella storia del movimento, dopo il minimo storico del 2021, pari al 24,2%. Ma la sua vittoria resta intatta.
Dopo l’annuncio dei risultati, Merz ha affermato: “Ci metteremo al lavoro domani mattina, per formare rapidamente un governo in grado di agire, perché il mondo non può aspettare”. Impulsivamente e senza esperienza di governo, ha promesso di restituire orgoglio alla principale economia europea, indebolita da una profonda crisi del suo modello industriale e geopolitico. Pilota amatoriale e proprietario di un jet privato, Merz predica un’inversione di tendenza rispetto alla generosa politica migratoria ereditata da Angela Merkel (2005-2021). Secondo lui, solo una politica restrittiva in questo ambito può frenare efficacemente l’ascesa dell’AfD.
Alla fine di gennaio, in Germania, ha infranto un tabù del dopoguerra, che aveva visto i partiti tradizionali proibire qualsiasi cooperazione con l’estrema destra, facendo approvare una risoluzione sul diritto d’asilo con i voti di questo partito. Accusato di aver avviato una normalizzazione del partito anti-migranti, ha subito escluso, nonostante le esortazioni in tal senso dell’amministrazione Trump, qualsiasi alleanza di governo con l’AfD, fondata nel 2013 da ex dirigenti della Cdu.
La sinistra tedesca, tuttavia, ha dei dubbi. Da quando ha assunto la guida del partito conservatore nel gennaio 2022 dopo due tentativi falliti, Merz ha tracciato una linea di demarcazione con l’eredità centrista di Angela Merkel, spostando il timone a destra. Una vendetta nei confronti della donna che nel 2002 lo aveva rimosso dall’incarico strategico di presidente del gruppo parlamentare della Cdu, spingendolo nel 2009 a riqualificarsi nel settore finanziario, in particolare presso BlackRock, uno dei più grandi gestori patrimoniali al mondo.
Convinto atlantista, ieri ha promesso di riportare la Germania al centro della partita europea con una voce forte per difendere gli interessi del continente, anche, se necessario, contro gli Stati Uniti di Donald Trump. Nonostante questo, molti nella Cdu credono che Merz e Trump potrebbero andare d’accordo. Merz conosce gli Stati Uniti, ha avuto una carriera nel settore privato, quindi è anche un uomo d’affari, il che dovrebbe far piacere al deal maker della Casa Bianca, secondo quanto sostiene la rivista Der Spiegel.
Con una sensibilità “anti-woke”, questo cattolico sposato con un avvocato e padre di tre figli si è espresso anche contro la parità tra donne e uomini in un governo sotto la sua guida. A livello internazionale, resta un convinto sostenitore degli aiuti militari all’Ucraina contro l’invasione russa, mentre Donald Trump vi sta voltando le spalle.
Merz ha affermato in merito: “Ora è importante che gli europei concordino molto rapidamente su una strategia comune per affrontare questo problema”. Friedrich Merz guarda tanto alla Polonia quanto alla Francia per far progredire l’UE, convinto che l’equilibrio di potere in Europa si sia spostato verso Est.
Ciò potrebbe segnare un cambiamento rispetto ai suoi predecessori alla cancelleria. Sul fronte economico, questo liberale convinto vuole ridurre le imposte sulle società e la burocrazia, nonché, inasprire le condizioni dell’assistenza sociale. Escludendo ogni aumento del salario minimo, Merz sostiene: “Il lavoro deve tornare ad essere un piacere”.
Impopolare e spesso considerato altezzoso, durante la campagna elettorale ha cercato di proiettare l’immagine di un funzionario eletto accessibile e umano, mostrandosi con un bicchiere di birra in mano durante una riunione o seduto a un tavolo davanti a un hamburger in un post su Instagram. Nel corso di un dibattito televisivo ha rivelato anche tragedie private poco note: la morte della sorella minore in un incidente stradale, all’età di 21 anni, e poi del fratello affetto da sclerosi multipla. Eventi che hanno lasciato segni profondi nella sua famiglia, ha confessato.
Il problema più spinoso è la tenuta dell’Unione europea rispetto alla nuova politica degli Stati Uniti che manca di rispetto agli accordi storici sottoscritti con un voltafaccia all’Ucraina ed all’Europa. Ancora più preoccupanti sono il riemergere in tutto il mondo dei fantasmi del passato in antitesi con i principi di democrazia e di libertà. I neonazismi e neofascismi sono mascherati dal populismo sovranista e si alimentano con gli errori delle forze politiche definite democratiche.
E’ necessario che l’internazionale socialista si svegli e prepari una nuova linea politica socialista in antitesi con l’internazionale dei conservatori illiberali ed antidemocratici che si stanno affermando in tutto il mondo. Sostenere le politiche multilaterali e costruire una democrazia economica sono essenziali per contrastare questo preoccupante fenomeno in cui anche i risultati elettorali della Germania sono un ennesimo campanello d’allarme con una partecipazione al voto molto ampia.
Salvatore Rondello