Sono cento. Cento giorni di guerra in Ucraina. A detta del presidente ucraino Vladimir Zelensky il 20% dei territori è in mano russa. Una guerra di cui ancora non si vede la fine. Anzi le prospettive sono quelle di un conflitto ancora lungo.
“Dobbiamo solo essere preparati a una guerra lunga perché quello che vediamo è che questa guerra è diventata una guerra di logoramento con gli ucraini che pagano un prezzo alto per aver difeso il proprio Paese sul campo di battaglia”, ha affermato il segretario generale della Nato Stoltenberg, aggiungendo però che “la Russia sta subendo molte perdite”. Stoltenberg ha poi annunciato che presto incontrerà alti funzionari di Turchia, Svezia e Finlandia dopo che Ankara si è detta contraria all’ingresso di Stoccolma ed Helsinki nella Nato. Alla domanda se l’Ucraina dovrà concedere territori per negoziare la fine della guerra, Stoltenberg ha risposto dicendo che “sono pienamente fiducioso nei confronti della leadership politica in Ucraina. Spetta a loro prendere quelle decisioni difficili, fare quelle difficili valutazioni: spetta a noi sostenerli”.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sul suo profilo di Twitter, ha scritto che “cento giorni fa la Russia ha scatenato la sua ingiustificabile guerra contro l’Ucraina: il coraggio degli ucraini merita il nostro rispetto e ammirazione, e oggi l’Unione europea è al fianco dell’Ucraina”.
“Migliaia di morti e 6,8 milioni di profughi, 100 giorni di distruzione insensata con miliardi di danni, 100 giorni di porti bloccati e campi bombardati, 22 milioni di tonnellate di grano bloccate”, ha scritto su Twitter l’alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Josep Borrell, aggiungendo che gli aiuti arrivati dalla Ue ammontano a un valore di 9 miliardi di euro di cui 2 miliardi di euro per le forze armate ucraine
E al centesimo giorno di guerra la Russia “comunica” che “continuerà a rimanere in Ucraina fino a che tutti gli obiettivi non saranno stati raggiunti”. Ha ribadito è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nella conferenza stampa giornaliera sull’andamento del conflitto, aggiungendo che “uno dei principali obbiettivi dell’operazione è la protezione della popolazione nelle repubbliche del Lugansk e del Donetsk, e alcuni risultati sono stati raggiunti”.