Un dibattito sulla politica del ‘domani’ e sulla legge elettorale su cui misurarsi in futuro.
Riccardo Nencini, segretario del Psi; Angelino Alfano, ministro dell’Interno; Carlo Vizzini, Presidente Consiglio nazionale PSI.
Modera: Massimo Franco, Editorialista del Corriere della Sera e Scrittore
Angelino Alfano
Il referendum è molto importante ma non è il redde rationem del governo. Qualche anno fa ci sono stati segnali positivi, dal segno più davanti al Pil e stiamo portando a compimento delle riforme. Questo giustifica la nostra scelta. Ci sono sondaggi che differiscono sul piano del sì e del no sulla riforma costituzionale. I partiti del no rappresentano oggi il 65 per cento eppure oggi sì e no si equivalgono. Vuol dire cge almeno il 15 per cento si è spostato a nostro favore. Da una parte c’è questa riforma, dall’altra c’è chi vuole rimanere in questo stato. Con questa legge tu entri in Parlamento se hai una consistenza elettorale del 3 per cento. La nostra proposta non è quella di concorrere con il listone ma nella coalizione. La mia idea è che l’Europa ha subito due scossoni: una crisi economica uguale a due guerre mondiali, e la più grande crisi dei profughi. Queste due questioni hanno determinato un cambio di voto verso un elettorato populista. I driver del consenso sono economia e immigrazione. In Italia abbiamo Forza italia più debole della Lega, dunque l’elettorato moderato è andati verso l’estrema destra. E’ con Berlusconi che bisogna parlare per una fase nuova della politica, un nuovo dialogo pragmatico tra Forza Italia e tutta l’area moderata che rompa con l’estrema destra, questa è la nostra proposta. L’impostazione errata è stata quella di proiettare il referendum su una linea personale e politica perché il giudizio politico passa di più rispetto a come si sono riusciti a risolvere questioni come sicurezza e immigrazione. La fiducia sul Governo nasce anche sui risultati ottenuti, il risultato del referendum è un ‘anche’ non un ‘tutto’ rispetto alla fiducia dei cittadini rispetto a questo governo.
Riccardo Nencini
La ragione per la quale da un anno discutiamo come modificare l’Italicum è evidente. Il bipolarismo ormai in Italia non c’è, quindi una legge di riforma occorre a questo Paese. Il ballottaggio porta a deformare la reale indicazione dell’ekettorato.
Carlo Vizzini
Esiste una valutazione per i politici di riferimento, ma ora i cittadini hanno la possibilità di valutare personalmente queste riforme.
Questo Governo è andato avanti con fiducia e decreti legge, portando a indebolire il Parlamento.
Quello delle riforme deve essere un cantiere aperto alle discussioni.