Prosegue il pressing dei sindacati su Governo e Parlamento per modificare la manovra 2022. La Cgil intensifica gli incontri. Macchina organizzativa in fermento anche nella Uil con una serie di iniziative regionali. Intanto il 16 dicembre prossimo si terranno i primi scioperi generali regionali indetti unitariamente da Cgil e Uil. I lavoratori pubblici e privati di Lombardia e la Liguria incroceranno le braccia per otto ore mentre l’astensione dal lavoro sarà di almeno 4 ore, sempre il 16, in Friuli Venezia Giulia.
Opzione donna, cuneo fiscale, indicizzazione delle pensioni più alte, congedo da estendere anche ai papà: sono questi i punti che possono essere modificati nella legge di bilancio elencati dalla premier Giorgia Meloni sia nel vertice di maggioranza che nell’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi. La premier ha dato il via libera ad una cabina di regia, come richiesto dalle forze politiche di maggioranza, per sciogliere i nodi che riguardano il provvedimento. Lo hanno riferito diversi partecipanti alla riunione a Palazzo Chigi. Sul taglio del cuneo fiscale “abbiamo dato un segnale, penso che di più vada fatto, vogliamo andare avanti. Noi abbiamo fatto scelte di emergenza ma siamo assolutamente d’accordo sul tema del taglio del costo lavoro: è una nostra priorità”. Così pure sulle pensioni: “Noi abbiamo scelto in questa fase di aiutare chi rischiava di non farcela”. Sul fronte dell”indicizzazione delle pensioni, sollevato dai sindacati, ci sarebbe stata comunque una apertura da parte dell’esecutivo a una ulteriore valutazione delle soglie individuate in manovra.
Prima l’incontro con i capigruppo, subito dopo il confronto sul provvedimento tra la premier e i sindacati, durato circa due ore e mezza. Per il governo erano presenti i ministri del Lavoro, Marina Calderone, della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, delle Imprese, Adolfo Urso, dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, insieme a Alfredo Mantovano, e Giovanbattista Fazzolari, sottosegretari alla presidenza. Per i sindacati invece i leader di Cgil, Maurizio Landini, Cisl, Luigi Sbarra, Uil, Pierpaolo Bombardieri e Ugl, Paolo Capone.
Critico il segretario della Cgil Landini: “Abbiamo confermato il giudizio negativo sulla manovra, in particolare sui redditi. Abbiamo posto il tema della precarietà e il problema sul fisco e l’evasione. La logica della flat tax è sbagliata. Le risposte del governo hanno confermato profonde distanze sul fisco e sulla precarietà”, ha detto al termine dell’incontro. “È necessario proseguire la mobilitazione e richiedere modifiche profonde ad una manovra che rischia di impoverire ulteriormente le persone”, ha detto ricordando che dal 12 al 16 dicembre sono già proclamati diversi scioperi regionali. Le “distanze” riguardano anche “la questione della tutela del potere d’acquisto, perché alla nostra richiesta di portare al 5% la riduzione del cuneo contributivo e introdurre il fiscal drag, cioè riconoscere un automatismo che rivaluti le detrazioni per tutto il lavoro dipendente, non ci sono state risposte, se non un generico ‘dobbiamo vedere in base alle risorse che abbiamo’ e ci avevano appena raccontato che l’Europa non dà spazi per modificare la manovra”.
Anche il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri conferma e commenta: “Abbiamo ribadito le nostre critiche e il nostro giudizio negativo sulla manovra. Critiche e giudizio negativo che ci stanno portando in questi giorni in piazza”. Nella manovra “non c’è risposta all’emergenza dei salari e delle pensioni”, rileva il segretario generale della Uil: “Avevamo chiesto di detassare la tredicesima, di detassare gli aumenti contrattuali e in manovra non c’è nessuna misura. C’è un intervento sul cuneo fiscale, ma parziale, secondo noi è insufficiente”.
Intanto la Cgil e la Uil confermano le manifestazioni previste “per cambiare una legge di Bilancio sbagliata e contro il lavoro, per rivendicare una legge di Bilancio più giusta per le persone e più utile per il Paese, la Cgil promuove dal 12 al 16 dicembre, insieme alla Uil, una serie di manifestazioni e scioperi organizzati a livello regionale”. “Uno sciopero – continua il comunicato – per chiedere: di aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35.000 euro per recuperare almeno una mensilità, e introducendo un meccanismo automatico di indicizzazione delle detrazioni all’inflazione (cosiddetto recupero del drenaggio fiscale); di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai CCNL un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali; di eliminare le forme di lavoro precario per un unico contratto di inserimento al lavoro con contenuto formativo; una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività; la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà; la rivalutazione delle pensioni; risorse per il diritto all’istruzione, per la sanità che ha affrontato e sta affrontando gli effetti drammatici della pandemia; di cancellare la legge Fornero e introdurre: l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e “povere”, il riconoscimento del lavoro di cura, il riconoscimento delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi”.