Ultimamente c’è poca pazienza di scrivere, faccio difficoltà a trovare spunti dai fatti che accadono attorno a me. Potrei pubblicare una poesia, nuova o di quelle vecchie. Potrei scrivere delle lunghe notti insonni accompagnate da sbronze, litigate o fughe. Pensavo anche di scrivere di quanto sono pericolosi i tassisti di notte o di noiose ed interminabili file alla posta con la camicetta sudata. Ma tutto questo è profondamente noioso. Non mi risulta che quest’anno si respiri un’aria gioiosa per l’arrivo dell’estate. L’altro giorno uscendo di casa sono rimasto colpito perché nessuna delle persone che ho incontrato per strada sorrideva.
Son stanco di aprire le pagine dei giornali e leggere del calcio scommesse, dei cani massacrati in Ucraina, del sisma, dei grillini. Il sole scalda meno di quanto dovrebbe, e io non ho fame. Attendo da mesi un segnale dalla casa editrice e mangio oramai soltanto ravioli al vapore, la mia unica vera felicità. “Non ci si uccide per amore, basta aspettare”. “E allora non mi uccido per amore, mi uccido per impazienza”, così diceva Massimo Troisi. E io non ho pazienza, ho impazienza. Perché l’unica cosa che si muove qua intorno è il mio cane che è diventato cieco e non trova la ciotola dell’acqua. Pensare a Troisi mi mette serenità.
Sicuramente presto un regista troverà un nuovo spunto per una sceneggiatura su di un mitomane macellaio che terrorizzava i pub di mezza Europa, e qualche figlio di Luka Rocco appena maggiorenne comincerà ad alzare lo spread dei corpi cinesi. Ieri mi è apparsa la madonna in sogno, non era la prima volta. Mi guarda trafitta dalla luce divina e sorride dondolando leggermente le gambe. La mia app dell’i-phone sull’interpretazione dei sogni a sfondo mistico, dice che potrebbe essere un sintomo di intossicazione alimentare e adesso sono triste perché dovrò rinunciare pure ai ravioli al vapore.
Gli involtini primavera stanno per andare fuori stagione, e i cinesi possono tranquillamente sostituirli coi ravioli, che tanto loro la madonna non la conoscono, possono al massimo sognare il Magnotta che fa le stesse cose trafitto da luce divina mentre dondola leggermente il bacino col coltello in mano. Potrei deviare su qualcosa di religioso o parlare un po’ dello stato etico laico, ma non mi va di fare nessuna delle due cose. Ho appena appena la pazienza di consultare il menù per stasera, forse un po’ di alghe fritte sperando poi di non sognarmi il Magnotta che cammina sul lago di Castel Gandolfo.