Sul Pnrr si naviga a vista. Anche se il Governo ostenta tranquillità. Raffaele Fitto, il ministro per gli affari europei a capo della delega, a breve riferirà in Parlamento sullo stato dell’arte. Ma fatto sta che nel Governo le opinioni sono diverse. Rispondendo – a margine di un convegno alla Luiss – sui rapporti con la Lega e sulle diverse visioni emerse in questi giorni Fitto ha detto che la data possibile di un suo intervento alle Camere, Fitto ha detto verrà stabilita dal Parlamento.
Il ministro ha quindi ribadito la necessità di valutare Pnrr e politiche di coesione in modo complessivo e di spostare eventualmente i progetti dell’uno sulle altre. “Dove ci sono elementi di criticità bisogna ragionare serenamente”, puntando ad una “collocazione dei progetti in programmi dove non rischiano di perdere il finanziamento”, ha sottolineato. “Si tratta di prendere atto di cosa è possibile e cosa è impossibile fare”, ha spiegato. Insomma siamo in altro mare
Per Giulio Tremonti, a Parigi per l’Assemblea parlamentare dell’Ocse su economia e lavoro “Il Pnrr è stato e può essere uno straordinario successo dell’Italia. E’ stato un successo del governo Conte sulla quantità di fondi ottenuti dal nostro Paese, più di 191 miliardi di euro, anche se è appena il caso di ricordare che il meccanismo del Recovery plan deriva dalla proposta di Eurobond avanzata dall’Italia nel 2003. È stato anche un successo del governo Draghi, che ha riorganizzato il piano stesso”. “Quello che deve e può fare adesso il governo Meloni – aggiunge – è esprimere capacità amministrativa”.
Il professor Pasquino intervenendo su “Il Domani” sul Prr ha sottolineato come “le lamentele, le accuse e le critiche ai predecessori non servono quasi mai a migliorare la situazione se non sono rapidamente seguite da proposte nuove, proposte alternative, proposte originali. E sulla burocrazia italiana aggiunge: “Non sono del tutto sicuro che la burocrazia italiana sia così inadeguata, lenta, incompetente come viene dipinta. Anzi, sono certo che esistono anche isole di eccellenza”. E conclude: “Ministri non abbastanza competenti non sono neppure in grado di farsi aiutare da collaboratori eccellenti. Il gatto si morde la coda e l’Italia tutta rischia seriamente di perdere l’opportunità del secolo”.