“La diversità di opinioni non è mai stato un ostacolo nell’attività di governo”
Il presidente del consiglio, Mario Draghi torna in conferenza stampa, per la prima volta nel nuovo anno.
Le dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio, arrivano dopo un forte pressing da parte del suo entourage affinché’ il premier spiegasse meglio l’azione del governo relativo agli ultimi provvedimenti di contrasto alla pandemia, compresa la complessa partita dell’apertura degli istituti scolastici.
A questo proposito, davanti ai giornalisti proprio il Premier ha ammesso di aver sottovalutato l’attesa che la stampa e il paese, in generale, nutriva nel sentire dalle parole di Draghi chiarimenti e rassicurazioni sul nuovo decreto.
La conferenza stampa arriva in un momento molto delicato per il paese, che si trova ad affrontare l’esplosione dei nuovi contagi da coronavirus (si contano più di 100 mila nuovi infetti ormai da giorni) e anche per il mondo politico alle prese con l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, che potrebbe modificare profondamente gli equilibri e il quadro politico stesso.
Tuttavia, Mario Draghi, durante la conferenza stampa, ha preferito non affrontare le domande sul Quirinale. In questo modo ha evitato di surriscaldare il clima con dichiarazioni anticipatorie, preferendo impostare una strategia comunicativa di basso profilo, in modo da non bruciare le opzioni sul tavolo che potrebbero portare l’attuale premier ad essere eletto nuovo Capo di Stato.
Nella conferenza, l’ex presidente della Bce si è concentrato esclusivamente sui temi della pandemia e della caotica ripresa delle lezioni che vede la contrarietà dei presidi e di diversi presidenti di regione. A questo si aggiunge la posizione sempre più critica da parte della Lega.
Le dichiarazioni rese alla stampa hanno il chiaro intento di voler mostrare una immagine rassicurante del governo, un premier che mantiene il tratto decisionista, allontanando il più possibile le polemiche interne alla maggioranza e i venti di crisi politica che, negli ultimi giorni, hanno spirato forte.
Maraio: soddisfazione del PSI ma restano alcune domande
“Il PSI esprime soddisfazione per quanto esposto dal Presidente del Consiglio Draghi nella conferenza stampa di oggi, relativamente alle problematiche legate alla ripresa delle lezioni in presenza. Il PSI ha da sempre sostenuto l’importanza delle lezioni in presenza anche a fronte della responsabilità dimostrata dal personale scolastico nell’organizzazione delle lezioni”. Così in una nota il segretario del Psi Enzo Maraio e il Referente nazionale PSI scuola, università e ricerca Luca Fantò.
“Ora però vale ancora la pena di porsi alcune domande. Che fine hanno fatto i finanziamenti messi a disposizione dal Governo agli Istituti scolastici per fare delle aule un luogo ancora più sicuro di quanto oggi lo siano? Perché ancora esistono aule che risultavano sovraffollate anche in passato, anche quando il Paese non era flagellato dalla pandemia? Perché solo pochi Dirigenti Scolastici hanno dotato le proprie scuole di impianti di aerazione? Perché si vedono ancora i mezzi di trasporto pubblico con gli alunni in piedi e per nulla distanziati?”
Approccio diverso dal passato
Il premier Draghi ha esordito con un invito ad affrontare il nuovo anno con realismo, “prudenza, fiducia e unità”.
“Il governo ha un approccio diverso dal passato nella lotta alla pandemia. Occorre essere cauti- dichiara Draghi- ma nello stesso tempo dobbiamo minimizzare gli effetti. Le nuove misure sono state prese solo sulla base dei dati scientifici. Siamo stati i primi ad adottare l’obbligo vaccinale per gli over50, la circolazione del virus mette sotto pressione i nostri ospedali. Abbiamo incoraggiato la vaccinazione, anche con l’introduzione della strategia del 2g e del 3g”.
Il premier ha rivendicato la bontà della campagna di vaccinazione. Ad oggi, “quasi l’80% dei cittadini ha ricevuto il ciclo primario completo, il 40% ha ricevuto la dose booster. I non vaccinati hanno una probabilità maggiore di sviluppare forme gravi di malattia. Invito- conclude Draghi- nuovamente gli italiani che non si sono avvicinati a farlo e ringrazio di cuore chi lo ha già fatto”.
Sull’ economia Draghi ha ricordato come la crescita italiana abbia segnato oltre il 6 per cento quest’anno, a fronte di un calo del 9 per cento nell’anno precedente. Si mostra disponibile ad un nuovo scostamento di bilancio ma ad oggi non si ha la certezza che occorra procedere in questo modo. Sulla riforma degli ammortizzatori sociali aggiunge che è “una strada concreta verso l’universalità delle tutele”.
Scuola
“La scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta e non va abbandonata. Le scuole hanno riaperto dopo Natale- ricorda Draghi- cosi come dopo l’estate, proprio come è successo nei più grandi paesi europei. Le proposte del governo nascono sempre con il metodo del dialogo con le regioni e gli enti territoriali. Il governo ha la priorità di aver la scuola sempre aperta. Pensiamo- aggiunge il premier- alle disuguaglianze che ha creato la didattica a distanza nello scorso anno. Disuguaglianze che poi si riflettono sul futuro della vita lavorativa di chi è stato costretto ad avere un grado di istruzione inferiore. Non ha senso chiedere la scuola prima di aver chiuso tutto il resto. Ma non ci sono i motivi per chiedere tutto, grazie agli effetti prodotti dalla campagna di vaccinazione”.
Nencini, posizione Draghi giusta e responsabile.
“La posizione del Presidente del Consiglio sulla scuola è giusta e responsabile. Condivido”. Ha commentato così Riccardo Nencini, presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Senato, le dichiarazioni di Mario Draghi sulla scuola. “Bisogna piuttosto intensificare le misure di sicurezza: mascherine Ffp2 anche per gli studenti, sdoppiamento delle classi, trasporti, tracciamento tramite tamponi. La scuola è un’attività primaria”- ha aggiunto.
Vaccinazioni
Con le ultime misure adottate, prosegue Mario Draghi durante la conferenza stampa, “ci siamo concentrati sui soggetti più fragili, prendendo decisioni che hanno una base scientifica. L’obiettivo è proteggere la salute anche per chi non ha il covid e ha bisogno di cure non posposte. I colori delle regioni dipendono dai parametri delle ospedalizzazioni quindi quanto più riduciamo la ospedalizzazione tanto più saremo liberi. Dobbiamo puntare sulle vaccinazioni, ma non chiudere tutto. Vogliamo che l’Italia resti aperta ma con sicurezza, con prudenza”.
Sull’introduzione dell’obbligo vaccinale, il ministro della Salute, Roberto Speranza ha aggiunto “L’89,41 della popolazione sopra i 12 anni ha ricevuto una prima dose. Rimane il 10 dei non vaccinati che occupano i 2/3 delle terapie intensive. Se vogliamo ridurre la pressione sugli ospedali, salvare vite e far ripartire il paese la strada prioritaria è ridurre l’area dei non vaccinati e questa linea ha piena evidenza scientifica”.
Pnrr e Governo
Sul Pnnnr- dichiara Draghi- “abbiamo raggiunto i primi 51 obiettivi che ci permettono di ottenere la prima tranche di denaro da parte dell’Ue. Dobbiamo proseguire su questa strada nei prossimi mesi”.
“L’esperienza di questi undici mesi di governo e stata una esperienza di una maggioranza molto grande, occorre accettare diversità di vedute”. Tuttavia, prosegue Draghi: “avere unanimità nel governo, se possibile, è la soluzione migliore con una maggioranza cosi larga. Per alcuni provvedimenti ho ritenuto molto importante l’unanimità purché la mediazione abbia senso. La diversità di opinioni non è mai stato un ostacolo nell’attività di governo”.
“Le diversità di vedute-precisa il premier- sono di gran lunga inferiori a quelle che ci sono state in altre occasioni, come per la riforma della giustizia. Nulla di drammatico, l’importante e che la maggioranza abbia voglia di arrivare a decisioni condivise. Questo è essenziale per far andare bene l’attività di governo”.
Paolo D’Aleo