Il Fondo

La compostezza del silenzio

Di Lalupa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2865662

Non è un caso che gli uomini di buon senso si esprimano solo su argomenti di cui hanno conoscenza e si rifiutino di confrontarsi con coloro che parlano a vanvera dimenticando la compostezza del silenzio. I social hanno amplificato a dismisura la sfacciataggine di quanti chiacchierano senza sapere di ciò che parlano affidandosi al ‘sentito dire’ di un amico che a sua volta aveva origliato a fatica i frammenti di un discorso spesso tradotto dal labiale in quanto troppo lontano per capire. Accidenti, pare che per alcuni Il bisogno di esibire la propria voce sia così impellente da sembrare bambini che non riescono a trattenere la pipì! Insomma, parlare a vanvera è diventato lo sfogo di quanti, privati della possibilità di cianciare perché insopportabili agli amici, hanno pensato bene di ululare alla luna per ascoltare la loro voce incisa sul telefonino con il desiderio irrefrenabile di comunicare quanto hanno mangiato bene in quella trattoria. Sono quelle stesse persone che pur di chiacchierare sfidano il prete sull’argomento della pedofilia e l’architetto su come va costruito un ponte perché hanno sentito Salvini mentre salito su una barca a remi con una fettuccia da sarta misurava la distanza tra Villa San Giovanni e Messina. Oggi parlare senza riflettere è diventata una caratteristica di quanti costretti al silenzio da una famiglia severa hanno trovato nei Social quella mirabilia che quasi d’improvviso ha sciolto la loro lingua fino a farne un uso decisamente improprio. Il riferimento non è rivolto ad una categoria di uomini in particolare che, indipendentemente dalla loro cultura, per età o professione sparano sciocchezze a raffica solo perché hanno appreso alcune informazioni dalla Rete e questo li fa sentire in grado di sostenere un esame di ingegneria spaziale. Ecco perché non è un caso che gli uomini di buon senso tacciono o parlano di argomenti che conoscono e per giunta solo se interpellati! I Social però non sono solo uno spazio virtuale dove ci si confronta senza stare particolarmente attenti a quanto si dice, ma anche un pericoloso luogo di millantatori che si promuovono per ciò che non sono…compongono spartiti con musica che non hanno scritto facendo copia e incolla di musiche diverse con l’aggiunta di stonate ‘note’ personali.
Non so quando, ma passata questa sbornia di improvviso protagonismo represso forse sapremo cogliere la vera importanza della Rete e tornare alla compostezza del silenzio.