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Gaza. Sale la tensione. Spari sulla folla che aspettava gli aiuti

SIT IN PER IL CESSATE IL FUOCO IN PALESTINA E ISRAELE,

Il portavoce del Ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, denuncia un attacco contro persone che facevano la coda per ricevere aiuti umanitari a Gaza che avrebbe ucciso almeno 20 persone e ferite oltre 150. “L’occupazione israeliana ha commesso un nuovo massacro contro migliaia di bocche affamate che aspettavano aiuti”, ha detto Ashraf al-Qudra in una nota riportata Al Jazeera. L’esercito israeliano starebbe esaminando le accuse.
L’attacco, scrive l’emittente qatariota, è avvenuto alla rotonda del Kuwait a Gaza City.

Un altro attacco ha colpito un rifugio Onu facendo 9 vittime. Si tratta di un rifugio dell’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati a Khan Yunis,
nel sud della Striscia di Gaza. Il direttore dell’Agenzia ha detto che 2 proiettili di carro armato hanno colpito l’edificio che ospitava 800 persone
causando 9 morti e 75 feriti.

Gli Usa condannano il raid e si dicono “Preoccupati per le notizie di attacchi sulla struttura dell’Unrwa” mentre Israele ipotizza che l’edificio sia stato colpito da un razzo di Hamas. Oggi il ministro degli Esteri Tajani si è recato a Gerusalemme per incontrare il presidente israeliano Herzog e il presidente palestinese Abu Mazen. Tajani è il primo ministro degli Esteri dell’Ue ad incontrare il leader dell’Anp dopo gli attacchi di Hamas allo stato ebraico del 7 ottobre scorso.

“L’obiettivo è avviare un percorso politico per arrivare a un vero Stato palestinese che possa vivere in pace con lo Stato israeliano, rispettando le esigenze di sicurezza di Israele”, ha detto Tajani nell’incontro con Abu Mazen. “La mia visita qui – ha aggiunto – è una missione di vicinanza e di solidarietà all’Autorità nazionale palestinese”. Abu Mazen – a quanto si è appreso – ha chiesto all’Italia e all’Ue di prepararsi ad essere vicini all’Anp nella ricostruzione di Gaza dove il 70% degli edifici è stato distrutto, i servizi per la popolazione, le infrastrutture non funzionano. Mentre andrà avanti il negoziato e il processo politico – ha aggiunto Abu Mazen secondo le stesse fonti – bisognerà occuparsi della popolazione palestinese che vive nella striscia. Con l’Italia – ha concluso – lavoreremo anche a ricostruire le chiese e gli edifici della comunità cristiana. Dopo aver ricordato che Hamas non ha nulla in comune con l’Anp, Abu Mazen – ha sottolineato che l’Autorità nazionale palestinese sta facendo e farà riforme nel governo. Alla fine della guerra – ha proseguito – l’Anp opererà un rinnovamento della sua amministrazione. Per il presidente palestinese, bisogna riuscire a realizzare rapidamente la pace, a realizzare lo Stato della Palestina nei confini del 1967.

Netanyahu al contrario non si sposta dalle sue posizioni e continua nella strategie dello scontro più duro: “Sradicheremo i nostri nemici” ribadendo il suo impegno per la “vittoria totale” contro Hamas. “La vittoria totale significa l’eliminazione di Hamas, il ritorno di tutti i nostri prigionieri. Non abbiamo rinunciato a questo obiettivo”, ha affermato il premier israeliano secondo quanto riferisce ‘The Times of Israel’. Netanyahu ha promesso: “Approfondiremo le nostre radici nella nostra terra e sradicheremo i nostri nemici. Noi saremo qui, loro non ci saranno”. Intanto continuano le proteste contro Netanyahu e il governo con manifestanti che a Tel Aviv chiedono di fermare la strage e trovare un accordo per il ritorno degli ostaggi.