Gli affitti brevi fanno litigare la maggioranza, Lega e Forza Italia contro FdI. Uno scambio di complimenti tra alleati sulla manovra. Per Salvini la tassa sugli affitti brevi “è una tassa sciocca con un gettito minimo che lede l’iniziativa privata e la proprietà privata che inavvertita è entrata in manovra perché non ne abbiamo parlato”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, intervistato da Mario Sechi a un evento organizzato dal quotidiano Libero, a Roma. E ha aggiunto: “Quindi il destino è di venire cancellata tramite il voto parlamentare che è sovrano” ribadendo che “è stata una distrazione aumentare le tasse, perché mi sembra un’iniziativa poco utile”. Rincara la dose il ministro degli esteri Tajani: “La manovra viene approvata dal Parlamento, quindi in Parlamento Forza Italia non voterà la norma che prevede l’aumento delle tasse sugli affitti brevi, mi pare che ci sia una maggioranza tale che possa permettere di cancellare questa decisione. Credo che si debba correggere la parte che riguarda i dividendi, l’articolo 18, altre tasse assolutamente da cancellare per quanto ci riguarda”.
Un altro fronte è quello sui tagli per i trasporti: “Credo – aggiunge Tajani – che il ministro Salvini debba occuparsi anche della città di Roma, visto che sono stati tagliati 50 milioni per la Metro C che erano stati inseriti l’altra volta. Il ministro responsabile è lui, io mi auguro che segua questo argomento. In Parlamento faremo altre proposte ma mi auguro che il ministro Salvini si occupi di questa cosa che evidentemente gli è sfuggita” ha detto il vicepremier e leader di Fi, Antonio Tajani, durante un incontro in Prefettura a Napoli.
Un battibecco che costringe il ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani a intervenire confermando che lo spazio alle modifiche è poco se non nullo:. “Il Parlamento farà il suo mestiere”, ma “il grosso è chiuso”. “L’impostazione della finanziaria è già chiusa. Insomma, spiega ancora Ciriani, “non si può mettere in discussione né l’impianto, il il quadro generale, né la filosofia della finanziaria nei saldi finali”.
A chi nel Governo ha attaccato il superbonus con un alibi rispondono i 5 Stelle “Il ministro Ciriani, come la premier Meloni, approccia la miserevole Legge di bilancio rispolverando il Superbonus, peraltro utilizzato anche da questo Governo, in funzione di Superalibi per lo squallore degli interventi messi in campo dall’Esecutivo. Le baggianate di Ciriani, come quelle della premier, hanno del resto il solito scopo di distogliere l’attenzione da una Manovra umiliante per il Paese, a impatto nullo sulla crescita, che proietta l’Italia verso nuovi record di pressione fiscale, che attua un ridicolo taglietto Irpef e che soprattutto fa una micidiale austerità non per senso di responsabilità, come amano millantare dal Governo, ma solo per prepararsi a spendere una valanga di soldi in più in difesa. Una valanga, si badi bene, che verrà scorporata dal deficit, come conseguenza delle folli alchimie del nuovo Patto di stabilità, ma che sarà finanziata a debito”. Lo comunicano in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato.
Tornado ai trasporti, il colpo di forbice nella nuova manovra economica è netto. La linea C della metropolitana di Roma perde 50 milioni di euro di finanziamento nel 2026, secondo quanto emerge dalle tabelle allegate alla legge di bilancio. Non si tratta di un caso isolato. Nello stesso documento figurano altri tagli significativi: 15 milioni in meno per la linea M4 della metro di Milano e ulteriori 15 milioni per Afragola e la metropolitana di Napoli. Le sforbiciate toccano anche la mobilità sostenibile: il Fondo dedicato al settore perde 13 milioni nel 2026, mentre vengono ridotti di 2 milioni i finanziamenti al Fondo per lo sviluppo delle ciclovie urbane, un comparto strategico per la transizione ecologica delle città.
“Nelle bozze che circolano della manovra la crisi dei trasporti non esiste. Non solo non ci sono le risorse necessarie a evitare i tagli di servizi nel trasporto pubblico locale, garantendo almeno gli 800 milioni di euro necessari a coprire l’aumento dei costi per l’inflazione, ma manca anche la destinazione vincolata di tutte le risorse necessarie a coprire interamente il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e lavoratori che il governo, nell’accordo siglato il 20 marzo 2025, aveva promesso di trovare con la rimodulazione della accise che ancor prima Meloni e Salvini avevano, a più riprese, promesso di abolire. Ma quante volte vogliono riuscire a rimangiarsi la parola nella stessa legislatura?”. Così in una nota congiunta i componenti democratici della commissione Trasporti alla Camera, Andrea Casu e Anthony Barbagallo, rispettivamente vicepresidente della commissione e capogruppo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio vicepresidente del Gruppo Pd e Roberto Morassut, componente della presidenza del Gruppo Pd.
“Sugli affitti brevi continua il ridicolo balletto del governo, un tutti contro tutti che va avanti da giorni. Oggi da Matteo Salvini scopriamo che tassano per distrazione”. Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva. “Mentre il ministro Ciriani ammette che l’impostazione della manovra è già chiusa, il vicepremier Salvini, al contrario, non si capacita di come l’aumento della cedolare secca sia finita nel testo, facendo il paio con il suo collega Tajani. Vicepremier a loro insaputa. Più che distratti – aggiunge Paita – sono dilettanti allo sbaraglio. Per ora la norma resta, le tasse aumentano, e daremo battaglia in Senato”.