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LA TELEFONATA

Il piano di pace italiano sull’Ucraina non piace alla Russia. “Non è serio”, dicono. Insomma da Mosca arriva una nuova bocciatura, questa volta dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, dopo che due giorni fa si era espresso contro il vice presidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev. “Nessuno ci ha consegnato niente, possiamo solo essere guidati dalle speculazioni, dalle descrizioni di questa iniziativa che appaiono sui media”, ha esordito Lavrov, in un’intervista a Rt arabic. Salvo poi aggiungere: “Per quanto ne so, dice che la Crimea e il Donbass dovrebbero far parte dell’Ucraina ricevendo ampia autonomia. Bene, politici seri che vogliono ottenere un risultato e non si impegnano in autopromozione davanti agli elettori non possono proporre queste cose”.

 

Telefonata Draghi Putin – Il premier italiano Mario Draghi ha chiamato Vladimir Putin. Lo rende noto il Cremlino, citato dalla Tass. Il leader russo ha confermato che la Russia ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas all’Italia. Putin ha sottolineato che la Russia è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni. Durante il colloquio, Putin ha confermato che la Russia ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas a prezzi fissati nei contratti all’Italia. Nella telefonata Putin ha detto che Mosca sta facendo “sforzi per garantire una navigazione sicura nel Mar d’Azov e nel Mar Nero”, affermando che è l’Ucraina ad “ostacolare” l’apertura di corridoi umanitari per la partenza “di navi civili” cariche di grano. Il presidente russo ha poi informato Draghi sui negoziati “sospesi da Kiev” e ha riferito che sta lavorando per “stabilire una vita pacifica nelle città ‘liberate’ del Donbass”.