Il ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, ha annunciato l’espulsione dal territorio italiano di trenta diplomatici russi per motivi di sicurezza nazionale. L’annuncio della Farnesina è arrivato dopo che, nelle ultime settimane, decine di diplomatici della Federazione russa sono stati allontanati per sospetto di spionaggio da diversi paesi europei, specie nell’est, e da ultimo anche in Francia e Germania. Come negli altri casi, da Mosca fanno sapere che la Federazione russa reagirà alle espulsioni.
Infatti, come ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova,: “La Russia espellerà i diplomatici italiani a Mosca, in risposta alla decisione di Roma di dichiarare “persone non gradite” 30 diplomatici dell’ambasciata russa in Italia.
La Casa Bianca prevede tempi lunghi per la guerra in Ucraina, il Consigliere per la sicurezza nazionale americano, Sullivan, ha detto: “Le truppe russe si stanno riposizionando per concentrare l’offensiva nel Sud-Est dell’Ucraina. Il conflitto potrebbe durare mesi. Sul processo per i crimini di guerra ci confronteremo con gli alleati. Continueremo a fornire aiuti umanitari e militari a Kiev, mentre con l’Europa valutiamo nuove sanzioni. Finora non ci sono prove di genocidio”.
Secondo i russi, Bucha è stata una “messinscena”. Il rappresentante di Mosca: “Nessun corpo in strada dopo l’annuncio del ritiro”.
Oggi ci sarà la riunione del Consiglio di Sicurezza sulla strage dei civili. La Commissaria, Von der Leyen, ha detto: “Una squadra investigativa indagherà con Kiev”. Zelensky, con amarezza ha stigmatizzato: “Avanti con i negoziati nonostante le atrocità”.
Oggi l’Ecofin studia un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Annunciato l’intervento all’Onu del presidente ucraino Volodymir Zelensky.
Il reverendo Ioan Sauca, segretario generale ad interim del Consiglio mondiale delle Chiese, organismo ecumenico che riunisce 349 Chiese protestanti, ortodosse e anglicane, su quanto è accaduto a Bucha, ha detto: “Il Consiglio mondiale delle Chiese esprime il suo orrore per queste atrocità riscontrate, che devono essere indagate e documentate in modo che i responsabili possano risponderne legalmente e personalmente. I rapporti che emergono da Bucha e da altre aree vicino a Kiev danno indicazioni evidenti di gravi violazioni del diritto internazionale”.
Come se non bastasse, la Russia ha respinto un convoglio umanitario di sette bus diretto verso Mariupol per evacuarne i civili, accompagnato da personale della Croce Rossa Internazionale. Lo ha dichiarato su Telegram la vicepremier ucraina, Irina Vereshchuk che ha precisato: “Il convoglio è stato fermato e trattenuto nella città di Mangush, insediamento a Ovest di Mariupol controllato dai russi. Nononstante le promesse della loro leadership, le forze di occupazione non consentono a nessuno di andare a Mariupol, gli occupanti hanno bloccato i rappresentanti della Croce Rossa Internazionale a Mangush. Sono stati liberati la notte scorsa dopo trattative e mandati a Zaporizhzhia”.
La brutalità e lo scempio in Ucraina sono fatti raccapriccianti. Le violenze hanno assunto dimensioni eclatanti, ed il senso di umanità viene continuamente calpestato. Le condanne per i reati commessi restano inapplicate. Emergono gli annosi limiti dell’Onu che non ha gli strumenti per far rispettare i diritti fondamentali dell’uomo. C’è bisogno di una nuova carta dell’Onu che possa avere l’autorevolezza necessaria per far rispettare la pace nel pianeta Terra.
I ritiri delle relazioni diplomatiche tra i diversi Paesi, non sono certamente di buon auspicio anche se hanno motivazioni ben fondate. Insomma, il mondo si sta preparando al peggio, quando l’uso della ragione viene sostituito dall’uso della forza.
Salvatore Rondello