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PROMESSE INFRANTE

Un sit in dei socialisti per protestare contro il caro energia che sta mettendo in difficoltà i cittadini e in ginocchio le imprese.

“E’ intollerabile che le famiglie siano costrette a scegliere tra riempire il carrello della spesa o pagare le bollette, o che molte imprese siano costrette a chiudere per gli aumenti dei costi dell’energia che sono aumentati anche del 300%” ha dichiarato il segretario del Psi, Enzo Maraio, che ha aggiunto: “Sul caro energia il governo aveva assicurato di intervenire. Dove sono finite quelle promesse? Chiediamo di prorogare i contratti di servizio di maggior tutela, maxi multe agli speculatori, più soldi ai comuni per garantire continuità ai servizi ai cittadini”.

“Inoltre nella prima manovra del Governo Meloni non c’è nessuna tutela per le fasce più deboli del Paese, in un momento in cui l’inflazione ha fatto balzare i prezzi di circa il 12% in più. Ma solo aumento del carburante, saltato l’azzeramento dell’IVA su pane e beni alimentari primari, nessuna misura per combattere l’evasione fiscale”

 

 

Una manovra di bilancio che non piace ai sindacati. “Contiene un po’ di tutto e un po’ di niente” ha affermato Domenico Proietti segretario confederale Uil che ha continuato: “Il disegno di legge di bilancio non affronta con la dovuta determinazione i temi chiave per sostenere la crescita e contrastare la spirale inflativa. Il taglio del cuneo contributivo consiste nella proroga di quanto fatto dal Governo precedente e manca di un intervento significativo per un vero taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, che darebbe liquidità immediata per sostenere i consumi e la domanda interna. Quota 103 – ha aggiunto il sindacalista – continua a essere un ambo secco e non dà una risposta adeguata a tutti i lavoratori precoci, mancando di introdurre una flessibilità più diffusa di accesso alla pensione. Utile la proroga dell’Ape sociale, che andrebbe ulteriormente semplificata, rendendo meno stringenti i requisiti di accesso, come quella di opzione donna, che però è sbagliato legare ai requisiti incrementali”.

Inoltre per Proietti il taglio alla rivalutazione delle pensioni “è contro ogni: con l’aumento dei prezzi, in particolare quelli dell’energia, bloccare la rivalutazione sarebbe un accanimento su una categoria che nel periodo pandemico e di crisi economica è stata tra le più esposte ai rischi. Il Reddito di Cittadinanza – ha concluso – ha svolto un ruolo decisivo nel contrasto alla povertà, aggravata in questi anni anche dalla crisi pandemica. Va riconsiderato alla luce dell’esperienza e non certo abolito”.