- Legge elettorale. Maraio: "Le liste bloccate rappresentano un attacco alla democrazia e al diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Serve un intervento del Presidente della Repubblica. Non per ‘tirarlo per la giacca’, ma per richiamare tutti al rispetto dei principi democratici e dell'equilibrio istituzionale"
Il dibattito sulla legge elettorale si scalda come questi giorni torridi di inizio estate. Una discussione tutta interna alla maggioranza che in agenda di fine legislatura ha inserito la modifica delle regole del confronto democratico con un occhio anche al Quirinale.
La scusa della stabilità non regge, visto il record di longevità di questo governo. Una stabilità da cui non ha tratto vantaggi vista la pochezza dei risultati. Il testo base ancora non c’è, frenato dallo scontro interno che impedisce alla maggioranza di trovare una sintesi comune. Al centro, tra gli altri punti, le preferenze un tempo sostenute da Meloni, ma osteggiate da Salvini e Forza Italia.
Maraio: su preferenze vedremo se Meloni più forte ricatti Lega e Fi
“Sì alle preferenze. Vedremo se Giorgia Meloni sarà più forte dei ricatti della Lega e delle scuse di Forza Italia. Le liste bloccate, in partiti che non celebrano veri congressi democratici, rappresentano un attacco alla democrazia e al diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti”.
Così Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi secondo cui la situazione è fuori controllo e serve l’intervento di Mattarella.
“Serve, e per noi socialisti è priorità, un intervento del Presidente della Repubblica. Non per ‘tirarlo per la giacca’, ma per richiamare tutti al rispetto dei principi democratici e dell’equilibrio istituzionale. E’ il solo garante”. “Il dibattito sulla legge elettorale – spiega – sta prendendo una piega preoccupante. Non sembra più orientato a garantire la governabilità del Paese, ma a consolidare la sopravvivenza della maggioranza. E, se questo obiettivo può essere accompagnato dal regolamento di conti interni e da misure che penalizzano le opposizioni, il rischio è che l’interesse generale venga subordinato alla convenienza politica”.
“Restano forti dubbi sul premio di maggioranza e sull’ipotesi di indicare il candidato premier sulla scheda. A questo si aggiungono – sottolinea – proposte e modifiche che sembrano avere come obiettivo quello di colpire specifici avversari politici: dalle nuove regole sulle firme, che rischiano di penalizzare candidati come Vannacci – le cui posizioni contestiamo, ma rispetto al quale riteniamo che, in democrazia, ciascuno debba poter sostenere liberamente le proprie idee e siano gli elettori a giudicarle – fino alle norme che potrebbero incidere sulla partecipazione di Riccardo Magi e di altre forze politiche. Una legge elettorale non può diventare lo strumento per selezionare gli avversari, ma deve garantire regole uguali per tutti e la più ampia tutela del pluralismo democratico.
Più preoccupante la proposta di Forza Italia di abolire il meccanismo del ‘miglior perdente’, che rischierebbe di penalizzare Noi Moderati. In carenza di ossigeno si tenta di eliminare una voce. Anche la Lega continua a spingere per modifiche che appaiono orientate più alla convenienza politica che all’interesse generale”.
“Una legge elettorale – prosegue Maraio – dovrebbe nascere dal più ampio consenso possibile e perseguire l’interesse del Paese, non essere costruita per favorire o sfavorire questo o quel partito. Oggi non c’è il clima politico necessario per approvare una riforma di tale importanza con la serenità e la condivisione che merita. Faremo l’ennesimo pasticcio ed il prossimo governo, come sempre è capitato ella storia della Seconda Repubblica, metterà nell’agenda la modifica della legge elettorale.
“Per noi, in questo manicomio, unico garante è Mattarella” conclude.