La maggioranza si divide su un tema fondamentale per il paese e per l’Europa: il Mes. La Camera infatti ha bocciato la ratifica della modifica del Meccanismo europeo di stabilità. I voti a favore sono stati 72, i contrari 184, gli astenuti 44, bocciando il primo articolo del testo. Nell’Aula della Camera a favore della ratifica del Mes hanno votato i deputati del Pd, Iv e Azione. Contro hanno votato Fdi, Lega e M5S. Ad astenersi sono stati i deputati di FI, Avs e Noi Moderati. Esulta Matteo Salvini che del no al Mes ha fatto una delle battaglie della Lega ma il Presidente del Consiglio Meloni si trova in gran imbarazzo e dovrà spiegare all’Europa il voto di oggi. Si dice soddisfatta a metà, una formula che non ha senso e che nasconde un certo imbarazzo. Con la bocciatura di oggi il fondo salvastati salta in tutta Europa. Ieri il Governo ha dovuto rassegnarsi a una riforma del patto di stabilità che a Meloni & compagnia non piace per niente. Altro che “logica a pacchetto”.
Nel settembre dello scorso anno la Meloni diceva che in Europa “è finita la pacchia e anche l’Italia si metterà a difendere i propri interessi nazionali come fanno gli altri, cercando poi delle soluzioni comuni”. Ora a distanza di un anno accetta e firma accordi che sono più stingenti per l’Italia con il ministro Giorgetti che si è accodato ad approvare un testo, quello sul patto di stabilità, definito “inaccettabile” solo pochi giorni prima.
Maraio: il governo isola e indebolisce l’Italia, caos nella maggioranza“Con la mancata ratifica del Mes, il governo pone l’Italia in una condizione di isolamento e debolezza nel confronto con l’Europa. Sarà l’unico Paese della Ue a no averlo approvato e anzi, persino ad averlo bocciato in Parlamento. Senza contare che la maggioranza si trova nel caos più totale: il Ministro Giorgetti, che aveva sostenuto all’Ecofin che l’Italia avrebbe ratificato il Mes, viene sbugiardato dal suo stesso partito. Forza Italia si astiene e Fdi lo respinge. E’ evidente che si stia giocando un redde rationem interno alla maggioranza e che si stia utilizzando una partita così importante, a scapito degli italiani, per alzare i toni della campagna elettorale. Come possono candidarsi a governare l’Europa con questi presupposti?”. Così in una nota il segretario del Psi, Enzo Maraio.
“Sul Mes – ha detto Salvini – la Lega non ha mai cambiato idea in vent’anni, è uno strumento inutile se non dannoso che porterebbe un lavoratore italiano a dover mettere dei soldi per salvare una banca tedesca. Non penso sia utile e siccome il Parlamento è sovrano, il Parlamento vota in base all’interesse nazionale italiano: i tedeschi fanno gli interessi tedeschi, noi quelli degli italiani”. Non la pensano allo stesso modo evidentemente i suoi alleati di Governo, come Forza Italia e Noi moderati che hanno votato in modo diverso.
Magi di + Europa in Aula rivolgendosi all’opposizione ha parlato di “giornata triste perché nella stessa giornata in cui voi voterete contro la ratifica del MES, state proponendo a quest’Aula di accelerare la ratifica del trattato sull’Albania. Le due cose non sono separate, sono molto collegate, perché oggi si chiarisce in quest’Aula e davanti al Paese qual è la proiezione internazionale dell’Italia che voi avete in mente. Si chiarisce – e questo ci addolora – l’Italietta che state realizzando nel mondo”. “Da una parte, avete trascinato, fino all’ultimo, oltre i limiti del ridicolo, la questione del MES (e questo non ci ha rafforzati nelle trattative sul Patto di stabilità, ma ci ha isolati); dall’altra, ci chiedete di accelerare l’esame della ratifica del Trattato con l’Albania”.
“La maggioranza si è spaccata”, “non c’è più”. Lo hanno detto il capigruppo di Iv in commissione Bilancio, Luigi Marattin, e il dem Piero De Luca, capogruppo in commissione affari Ue, al termine del voto della Bilancio sul parere contrario alla ratifica della modifica del Mes. Rincara la dose il deputato di Avs Marco Grimaldi: “Maggioranza in frantumi, come la credibilità della Meloni”.
“Il voto sul Mes ha reso evidenti le spaccature nella maggioranza su una vicende rilevante per l’Italia e per l’Ue. Fanno fare una pessima figura al nostro Paese”. Lo ha detto la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga al termine del voto in commissione Bilancio sul parere.
“La bocciatura del MES in Commissione è di una gravità senza precedenti, ed avviene sulla base di un’interpretazione sbagliata”. Lo dice Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva alla Camera. “La maggioranza è di fatto a pezzi, con Forza Italia che per la prima volta vota in modo difforme rispetto a FDI e Lega, anche se con una ridicola astensione. Una maggioranza irresponsabile che crea uno strappo rischiosissimo con l’Europa, tra l’altro il giorno dopo aver decantato il grande successo dell’Italia al vertice Ecofin”.
Molto duro l’intervento di Vincenzo Amendola del Pd, ex ministro per le politiche europee. “Il problema che abbiamo, cari colleghi, non votando questo articolo è il tema dell’interesse nazionale. Cari colleghi di Fratelli d’Italia, vi sfido a discutere di interesse nazionale, perché quando si va in un negoziato in Europa non si urla prima nelle Camere: Italia tradita, Italia svenduta, l’orgoglio italiano, e poi si vanno a firmare compromessi al ribasso rispetto a quello della Commissione europea così come ieri”. Poi l’affondo: “Io mi aspettavo una cosa semplice dalla Presidente Meloni (guardi come sono ingenuo, Presidente). Ha detto: faremo la chiusura del compromesso sul Patto di stabilità e ratificheremo il MES. Ero tanto ingenuo. Allora, qui c’è una domanda che vi faccio: vuol dire che il compromesso sul Patto di stabilità non vi è piaciuto, perché se oggi non si ratifica il MES voi ci state dicendo che il patto firmato ieri non vale ed è un patto contro l’Italia. Dunque, è questo l’interesse nazionale? È questa l’Italia svenduta in Europa?”