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TEMPI DURI

Sempre difficile la situazione in Alitalia. Con i tempi che stringono e le perdite che aumentano. Il bilancio dell’anno appena chiuso segna una perdita operativa di 20 milioni di euro. Allo stello tempo i ricavi conoscono un vero e proprio crollo: 2 miliardi e 40 milioni di euro e una riduzione dei costi operativi per 2 miliardi e 20 milioni di euro. Una situazione pesante e ulteriormente aggravata dall’emergenza covid che ha di fatto paralizzato il settore non solo in Italia in tutto il globo.

 

Conti in rosso

Sono numeri resi noti dal direttore generale della compagnia in amministrazione straordinaria Giancarlo Zeni. Conti, ha spiegato nel corso di una tavola rotonda Trasporto aereo e intermodalità, che sono stati “finalmente asseverati da Pwc”. Nel “contesto drammatico” determinato dell’impatto della pandemia, “le consulenze sono state ridotte di svariate milioni, è stato ridotto il costo degli aerei, ridotte anche le auto aziendali dei dirigenti”, ha detto Zeni.

 

Aiuti troppo bassi

“Rimane il fatto che è impossibile operare questa attività, che è diventata quasi un servizio pubblico essenziale, senza dei ristori”, ha sottolineato il direttore generale. “Alitalia ha superato quest’anno ricevendo un aiuto tra i più bassi in Europa – ha evidenziato – ha ricevuto ristori per 9 euro per posto offerto, mentre altri concorrenti europei ne hanno ricevuti 88 euro a posto offerto. E non solo ne abbiamo ricevuto in maniera limitata, ma anche con grande lentezza: se pensate che oggi stiamo ancora aspettando quelli di novembre e dicembre vi dà l’idea del grado di tensione finanziaria con il quale si è dovuto lavorare”. Inoltre, ha proseguito Zeni, “Alitalia, a fronte di 1,3 miliardi di fondi pubblici ricevuti nel periodo 2017-19 ne ha restituiti 645 milioni tra imposte e tasse. A questo si aggiungono 1,3 miliardi di pagamenti agli aeroporti, 1 miliardo per la retribuzione dei dipendenti e 330 milioni all’Enav, per un totale di indotto di prossimità di 3 miliardi. Considerando anche i pagamenti ai fornitori, l’indotto totale sale a 19 miliardi”.

 

La nascita della nuova compagnia

“Questa ricerca di discontinuità assomiglia in realtà a una ricerca di dissoluzione da 113 a 93 aerei non soddisfa requisito?” ha domandato il dg di Alitalia, Giancarlo Zeni. “I ristori, che sono stati definiti adeguati ai danni, in realtà non lo sono – ha aggiunto -. I dati asseverati riportano 550 milioni in 10 mesi e i ristori sono stati la metà”. Sulla nascita della newco, Zeni ha aggiunto che l’avevamo chiesto a marzo 2020, quando era già acclarata la situazione Covid. Era per una società di diritto privato a controllo pubblico, dove avevamo convinto i proprietari di 93 aeroplani a passare questi aerei. Poi c’è stata opposizione di un partito politico”.

 

Stipendi fermi

Intanto, confermano alcune fonti dirette,  non sono stati ancora pagati, al momento, ai dipendenti di Alitalia gli stipendi del mese di marzo.  Le retribuzioni avrebbero dovuto essere pagate sabato scorso. Invece, se non ci saranno ulteriori rinvii, gli stipendi di marzo arriveranno la prima settimana di aprile. Il 26 marzo scorso la Commissione europea ha dato disco verde a 24,7 milioni di euro per compensare i danni sofferti a causa dell’impatto della pandemia tra il primo novembre e il 31 dicembre. Al momento, riferiscono le stesse fonti, non ci sono state comunicazioni da parte di Alitalia. Per il 31 marzo, è in programma l’incontro tra organizzazioni sindacali e la terna commissariale di Alitalia, più volte rinviato.  Mentre domani (martedì 30 marzo alle ore 10) i dipendenti dell’Alitalia manifesteranno sotto il Ministero dello sviluppo economico per dire no ai licenziamenti, al ridimensionamento e allo smembramento della compagnia.