Prima Pagina

L’INCARICO

Il terzo e ultimo giorno di consultazioni al Quirinale si è conclusa con Matterella che ha affidato un incarico esplorativo al presidente della Camera Roberto Fico che riferirà al Colle martedì. “Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia”, ha detto Fico. “Condividiamo la scelta del Presidente della Repubbica” hanno affermato in una nota il segretario del Psi, Enzo Maraio e il senatore del Psi Riccardo Nencini. “Giusto il perimetro in cui il presidente Fico dovrà muoversi: rafforzare la coalizione che ha governato l’Italia a partire dall’estate 2019. Quanto i socialisti sostengono dall’inizio della crisi” hanno concluso.

Nel pomeriggio si sono recati dal Presidente Mattarella la delegazione del Centrodestra e successivamente quella del M5S. Il capo dello Stato dovrà a questo punto trovare una sintesi possibile e tracciare un percorso. Infatti dopo due giorni di consultazioni, non sembra ancora emersa né una possibile maggioranza, né un nome condiviso per l’incarico.

Mentre il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha riaffermato l’appoggio al premier uscente in mattinata Conte ha partecipato all’inaugurazione dell’Anno giudiziario della Cassazione, insieme al presidente Mattarella e ai presidenti delle Camere. “Le forze politiche devono dire se Iv è ritenuta affidabile e parte integrante della coalizione”, ha ribadito Teresa Bellanova, che ieri sera era al Quirinale con Renzi.

Lo stato della crisi Dopo due giorni di consultazioni, dunque, ancora non si è materializzata né una maggioranza né un nome ed è quindi fondamentale il colloquio tra il presidente Mattarella e la delegazione della prima forza parlamentare di questa legislatura, cioè i Cinque stelle. Questo è il preoccupato bilancio del Quirinale ma è ancora troppo presto  per tirare le somme di una situazione che resta complicatissima. Resta presente infatti tra le soluzione possibili quella dello scioglimento delle Camere nel caso non si riuscisse a formare in Parlamento una maggioranza in grado di sostenere un possibile Governo. E su questo Mattarella è stato chiaro nel non voler affidare un incarico per un Governo debole.

Renzi non fa il il nome di Conte, perlomeno non prima di un chiarimento delle forze di maggioranza sul ruolo di Italia Viva nella coalizione, intanto ha di fatto congelato il Conte ter chiedendo prima un incarico esplorativo ad una personalità terza per verificare se ci sono le condizioni per superare la crisi. E qui la posizione dei 5 Stelle diventa essenziale. Se ci fosse una apertura verso i renziani lo scenario diventerebbe possibile. Ma nelle fila a 5 punte c’è già chi, almeno una ventina, non gradisce la riapertura di una porta verso Renzi e Italia Viva.

Per un eventuale incarico esplorativo per sondare la percorribilità si fa il nome del presidente della Camera Roberto Fico. Determinante quindi l’apertura dei Cinque stelle a Renzi dato che il Colle non considera sufficienti i numeri trovati da Conte.
A quanto si apprende il M5S sarebbe intenzionato a non porre veti su Iv e su Matteo Renzi nel corso delle consultazioni al Quirinale. Ma porrebbe invece un punto fermo: Giuseppe Conte premier come condizione per tornare a sedersi al tavolo con i renziani. Altrimenti si torni alle elezioni. Una posizione che rappresenta una inversione a U rispetto ai proclami bellicosi dei giorni scorsi (“mai più con Renzi”) e che ora rischia di dividere se non spaccare il Movimento.