“Alla manovra do 4 come voto, ci sono un paio cose veramente brutte. Primo l’utilizzo dei voucher, su cui la premier ha detto avrebbe approfondito, e poi c’è ‘opzione donna’”. Lo dice il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri ai giornalisti. Un giudizio senza appello nonostante il Governo si sia detto disponibile a qualche cambiamento. Intanto prosegue la macchina organizzativa di Cgil e Uil per organizzare gli scioperi territoriali per cambiare una manovra “sbagliata e contro il lavoro”. Così si legge in una nota: per rivendicare “una legge di Bilancio più giusta per le persone e più utile per il Paese”. Le mobilitazioni regionali sono previsti dal 12 al 16 dicembre.
Uno sciopero, si sottolinea in una nota, per chiedere: di aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35.000 euro per recuperare almeno una mensilità, e introducendo un meccanismo automatico di indicizzazione delle detrazioni all’inflazione (cosiddetto recupero del drenaggio fiscale); di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai Ccnl un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali; di eliminare le forme di lavoro precario per un unico contratto di inserimento al lavoro con contenuto formativo; una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività; la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà; la rivalutazione delle pensioni; risorse per il diritto all’istruzione, per la sanità che ha affrontato e sta affrontando gli effetti drammatici della pandemia; di cancellare la legge Fornero e introdurre: l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e “povere”, il riconoscimento del lavoro di cura, il riconoscimento delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi.
Nel frattempo la discussione nella maggioranza resta aperta per apportare eventuali modifiche di cui nei prossimi giorni si occuperà una cabina di regia. Sono oltre tremila gli emendamenti arrivati in commissione. Un numero che cozza con il tempo estremamene stretto. I partiti della coalizione hanno, dunque, deciso di porsi un limite nel numero degli emendamenti. Infatti un gran numero di proposte di modifica alla manovra viene proprio dalla stessa maggioranza che la ha presentata.
La partita è complicata anche dai tempi stretti per il dibattito (si va in Aula il 20 dicembre) ma soprattutto dalle esigue risorse a disposizione: il tesoretto di 400 milioni a disposizione per le modifiche parlamentari delle quali una parte da destinare alle richieste dell’opposizione per provare a garantire alla manovra un percorso meno accidentato.
Le aperture del governo non bastano a Cgil e Uil. Maurizio Landini, leader della Cgil, parla di “generica disponibilità” sui vari temi, in primis la rivalutazione delle pensioni che, contestano i rappresentanti dei lavoratori, intaccano redditi bassi. Il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri commenta: “La premier apre tavoli, ma con i tavoli non si mangia”.
Da Bruxelles il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni avverte: “Noi stiamo lavorando un po’ sulla legge di bilancio italiana, adotteremo un’opinione la settimana prossima. I principi mi sembrano evidenti, basta leggere il Pnrr o le raccomandazioni Ue per sapere che per noi sia la fatturazione elettronica che la lotta all’evasione sono grandi priorità”.