Buone notizie sul fronte orientale: l’Ucraina e la Russia si riuniranno per il terzo round di colloqui nel weekend. Lo ha annunciato il presidente russo Vladimir Putin, durante una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. In precedenza si era ipotizzato che i negoziati potessero riprendere la prossima settimana. Scholz ha chiesto a Putin di consentire l’apertura di corridoi umanitari per gli aiuti e “di essere molto preoccupato. Da giorni ci sono immagini e notizie terribili dall’Ucraina”, si legge nella nota che riferisce della telefonata, durata circa un’ora e nella quale Putin e Scholz hanno avuto uno scambio dai loro diversi punti di vista. Il presidente russo e il cancelliere hanno concordato altri colloqui a breve.
Intanto sotto attacco russo è finita la centrale nucleare di Zaporizhzhia a Energodar, la più grande d’Europa. Il sito sarebbe stato colpito da un missile, le immagini rilanciano l’incendio che è divampato nella notte (poi domato). “Se la notte scorsa ci fosse stato un incidente alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, sarebbe stato 6 volte più potente di quello di Chernobyl nel 1986 – ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un intervento video – Questa notte avrebbe potuto essere la fine dell’Europa”. Immediata la replica di Mosca: secondo il ministero della Difesa l’incendio non sarebbe stato provocato da un attacco russo ma sarebbe da imputare a una “gravissima provocazione dei nazionalisti ucraini”.
Adesso la Nato teme l’allargamento dell’influenza russa. “C’è ampio accordo sul fatto che dobbiamo fare di più per sostenere” la Georgia, la Bosnia e la Moldavia “aggiungendo potenzialmente più attività a loro sostegno, perché potrebbero essere a rischio, esposte a ulteriori interventi, sovversione e potenzialmente anche ad attacchi da parte delle forze armate russe”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa, precisando che nel corso della ministeriale Esteri della Nato non sono state prese “decisioni finali”.