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TRIA SOTTO ASSEDIO

La situazione è surreale. Conte fa finta di nulla e parla del decreto crescita in lavorazione e prossimo alla presentazione in consiglio dei ministri nel frattempo continua senza sosta il tiro incrociato sul ministro Tria messo nel mirino di Salvini e Di Maio.

I due vice scaricano sul ministro le proprie frustrazioni cercando di addossargli la colpa della mancata realizzazione delle promesse elettorali. A cominciare dal risarcimento di chi aveva perso i propri risparmi nei fallimenti bancari degli scorsi anni di cui i due vicepremier hanno promesso il reintegro. Conte intanto interviene e insiste sottolineando come, nel dl crescita, “confido che ci siano anche le norme sui truffati delle banche. È questa l’ipotesi su cui stavamo lavorando, ma l’iniziativa compete al ministro dell’Economia Tria”. E dal ministero di quel testo ancora non vi è traccia.

Tria sotto assedio? “Non mi sembra – dice il ministro dell’Interno Salvini -, se ciascuno fa il suo lavoro non deve avere nessun timore”. Un avviso di sfratto no, ma un dare ad altri colpe non proprie sì. Anche perché se saltasse Tria poi la responsabilità di dover prendere certe decisioni e eventuali ulteriori ritardi nel non mantenere ciò che è stato promesso, ricadrebbero direttamente su chi ha volto la testa del ministro.

E Conte si trova nel mezzo: “Tutti i ministri devono stare tranquilli, i cittadini chiedono con urgenza di lavorare nella direzione del piano delle riforme. Invito tutti i ministri a non lasciarci distrarre da timori o preoccupazioni”. Insomma, nonostante il pressing del premier Giuseppe Conte – che dal Qatar indica la data di domani alle 18 per il via libera del Cdm al dl crescita – il provvedimento per spingere l’economia in affanno rischia di slittare. Dietro il possibile rinvio ci sarebbero proprio le tensioni con il ministro dell’Economia Giovanni Tria. In particolare nel decreto in questione, che raccoglie le misure messe in campo da un lato dal responsabile di via XX Settembre e dall’altro quelle del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, figurerebbero una serie di interventi voluti da Tria ma sgraditi ai 5 Stelle. La strada per il disco verde, riferiscono le fonti, al momento sembra accidentata per tagliare il traguardo già domani.

“Abbiamo fatto un incontro con Tria, e avevo chiesto di adottare al più presto un decreto con le norme per il risarcimento ai truffati, è un impegno del governo, di entrambe le forze politiche e anche io dall’inizio del mio insediamento mi ero impegnato per questo”, ha aggiunto il premier, per poi smorzare i toni. “Ho sentito di ventilate dimissioni, non c’e’ niente all’ordine del giorno”, aggiunge Conte riferendosi a Tria.