Inizia finalmente il giro per il ddl Zan da mesi fermo in Commissione Giustizia al Senato, dopo emendamenti su emendamenti e rimandi arriva la data ufficiale: la prima resa dei conti sarà domani martedì 6 luglio alle 11, quando si riunirà il tavolo dei capigruppo che dovrà trovare un difficile un accordo sul testo contro i reati legati all’omofobia, poi in Aula dove, alle 16.30, si voterà sulla calendarizzazione della norma, secondo quando deciso negli scorsi giorni, con l’accordo per portare il testo in Aula il 13 luglio.
Il leader di italia Viva Matteo Renzi sostiene invece sia meglio trovare un accordo per evitare che la legge venga affossata definitivamente.
“Facciamo politica, troviamo una soluzione”. In vista del tavolo di domani il leader di Iv si dice a favore di portare in Aula il provvedimento: “Io sono per votare il provvedimento”ma “se Calderoli fa milioni di emendamenti qualcuno va a scrutinio segreto. Si rischia”, avverte.
“La legge va fatta, è urgente, ma non le va affidata una finalità pedagogica – spiega il capogruppo Iv al Senato Davide Faraone -. Proprio perché deve colpire gli abusi, i crimini, le prevaricazioni, deve essere scritta bene e non dare adito ad alcun dubbio interpretativo. Questo il compito che dobbiamo affidare alla legge. Ho il dubbio che questo concetto non sia condiviso da alcuni promotori, che in buona fede pensano che al testo si debba affidare invece una finalità propagandistica, ciò che normalmente si affida ad un manifesto, non ad un articolato normativo da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica”. “Il ddl Zan così com’è difficilmente diventerà legge dello Stato, se modificato come indicato da Scalfarotto e dallo stesso Zan nel testo presentato alla camera il 4 luglio 2018, sì. Vogliamo allargare i diritti o accontentarci di una bandierina? Io non ho dubbi su cosa fare”, conclude Faraone.
Tuttavia è proprio Alessandro Zan che si dice contrario a ogni forma di modifica al DDl che porta il suo nome.
Il testo di Italia viva, in pratica, elimina ogni riferimento all’identità di genere. Cancella del tutto l’articolo 1 del ddl Zan, quello che introduce i concetti di sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. A essere punite sono le discriminazioni fondate sull’omofobia o sulla transfobia, oltre al tema della disabilità. Cancella anche l’articolo 4, sulla libertà di espressione. E modifica l’articolo 7, che istituisce la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia, sottolineando il rispetto “della piena autonomia scolastica”.
“Le proposte di modifica al ddl Zan formulate da Italia viva mi lasciano interdetta”, dice la senarice Monica Cirinnà, segretaria della commissione Giustizia del Senato. “Dopo avere approvato il testo alla Camera, ora chiedono modifiche su quegli stessi punti sui quali c’era stata trattativa e avevano dato il loro consenso. Renzi e Faraone, così, gettano la maschera e in un colpo solo delegittimano la loro ministra Elena Bonetti, le deputate e i deputati di Iv e la stessa Lucia Annibali, prima firmataria dell’emendamento che introdusse l’articolo 1, che oggi Iv vorrebbe sopprimere”, aggiunge l’esponente del Pd. “Al tempo stesso, abbandonano il movimento Lgbt+, e in particolare -prosegue- le persone trans, escludendo la tutela dell’identità di genere. Propongono per giunta di tornare alla formula ‘omofobia e transfobia’, da tutti giudicata in contrasto con il principio di tassatività della legge penale. Infine, ribadiscono del tutto inutilmente -forse solo per strizzare l’occhio a una parte del mondo delle scuole cattoliche- la salvaguardia dell’autonomia scolastica, già pienamente protetta dal ddl Zan”. Conclude: “Con queste proposte, IV si allinea nella sostanza alle posizioni della Lega e del centrodestra, alleandosi con loro nella battaglia per affossare il ddl Zan. Il Partito democratico ha una sola parola e non si ferma: si porti il testo in Aula, ci si confronti a viso aperto, mettendoci la faccia. E a chi dice che questo mette a rischio la legge, dico che noi abbiamo più a cuore la piena tutela delle persone dall’odio e dalla violenza e per questo vogliamo che il ddl Zan venga approvato senza mediazioni al ribasso, sulla pelle delle persone. Chi vuole davvero proteggere le persone, voti il ddl Zan così com’è”.