Oggi va in “scena” la direzione nazionale del Pd. Pierluigi Bersani guarda al futuro rivolgendo un «appello politico a progressisti e riformisti»: il segretario si è detto, infatti, intenzionato a rilanciare nell’agenda della direzione del Pd di domani la creazione del cosiddetto «partito dei progressisti». Un’idea che richiama molto da vicino l’appello lanciato dal Partito Socialista Italiano socialisti per una proposta laica, riformista e socialista incarnata dal progetto della “Casa dei riformisti”. Dalle amministrative, così come dall’Europa, viene fuori una richiesta forte di protagonismo politico, terreno che, in assenza di una proposta riformista potrebbe essere colonizzato dal qualunquismo e dall’antipolitica: ne è cosciente Pier Luigi Bersani quando richiama la proposta socialista di Hollande affermando che «sui grandi temi sociali la parola non può essere data ai mercati, perché la responsabilità è delle politiche pubbliche, che sono un atto collettivo».
UNITI NEL RIFORMISMO – E poi aggiunge il segretario dei democratici: «Ci vuole una ristrutturazione dell’offerta politica». In quest’ottica il segretario del Pd non vuole che il suo partito rimanga ad «aspettare immobile altre convergenze» e rilancia la costruzione di un dialogo politico per far nascere un centrosinistra che, affermandosi come forza di governo, possa guidare il Paese attraverso una legislatura protagonista di una stagione di riforme. Riforme così importanti non possono non tenere conto della necessità di agganciarsi alle istanze politiche del socialismo europeo di cui il Psi è portatore e simbolo.
IL FUTURO? LA CASA DEI RIFORMISTI – Una proposta, quella lanciata dal Psi, rivolta alle forze socialiste, dal Pd a Sel, alle organizzazioni sociali, ai sindacati e alle personalità del mondo laico e riformista: si chiama “Casa dei riformisti e dei democratici”. Un progetto politico che permetta alla sinistra italiana di affermarsi con le caratteristiche di un soggetto nuovo e in linea con i grandi temi della modernità e della laicità. Una “Casa dei riformisti” che diventi lo spazio dove poter lavorare insieme alle forze politiche socialiste d’Europa per rilanciare una stagione di cambiamento e di protagonismo per le forze sociali che vogliono esprimersi sul panorama politico.
L’ASSO NELLA MANICA DI BERLUSCONI – Dopo l’uscita di Silvio Berlusconi sul semipresidenzialismo, Pier Luigi Bersani si prepara a raccogliere le forze. Conosce il suo nemico il segretario del Pd e non lo sottovaluta. Per quanto il PdL sia uscito distrutto dalle amministrative, la capacità del Cavaliere di inventare mosse a sorpresa è stata una delle carte che gli ha permesso di rimanere in sella anche quando molti lo davano per spacciato. Puzza di trappola la proposta del duetto Silvio-Angelino: una trappola per riprendere piede presentandosi, ancora una volta, con il mantello dell’uomo della Provvidenza, in grado di sfoderare la ricetta vincente. Ma anche, soprattutto, una trappola per ribaltare il tavolo, imponendo un’agenda che dirotti il Paese dalle riforme necessarie e praticabili, legge elettorale in primis, impantanandolo in un vicolo senza uscita. Sarà arduo anche per lui, questa volta, far saltare il banco.
ADESSO TOCCA A NOI – Certo a dare ulteriore slancio a quella sua stessa capacità di “reinventarsi” è stata anche la mano “allungatagli” dalle forze di centrosinistra che, in più occasioni, non sono riuscite ad opporre al Cavaliere una proposta riformista unitaria e forte. Per questo Bersani sa di giocarsi una partita importante in un momento così difficile per il Paese che si confronta con la crisi, la diffidenza dei cittadini verso le Istituzioni e con la necessità di nuovo protagonismo politico. È ora il momento di lanciare questa proposta, tanto ambiziosa quanto necessaria, per far uscire il Paese dallo stallo con una linea chiara: l’Europa ha già scelto la sua strada, una strada che riparte dal socialismo come base imprescindibile per la rifondazione dei valori politici e sociali del Vecchio Continente. Adesso tocca a noi.
Roberto Capocelli