
Pierferdinando Casini si è voltato, una volta per tutte, verso il partito Socialista di Riccardo Nencini cogliendo tra le righe la proposta del progetto della Casa dei riformisti e dei democratici lanciato dalla direzione nazionale del Psi. «Come in Grecia e in Germania il tema di un patto di emergenza tra chi è nel Ppe e chi è nel Pse esiste. Tra progressisti e moderati si può creare un asse per governare l’Italia. Come capiscono anche tanti moderati del Pdl». In un’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera, il leader del partito di centro ha dichiarato la propria volontà di impegnarsi in un progetto comune ispirato alla proposta socialista della Casa dei riformisti e dei democratici e sulla scorta del grande successo dei patti tra forze socialiste e progressiste nel resto d’Europa, come quella tra Ppe e Pse.
NENCINI (PSI): UN NUOVO SCENARIO – «Basta con gli azzardi, i demagoghi e gli uomini soli al comando che ritengono di essere Fausto Coppi. Alla crescita del grillismo e al caos che impera nel centro-destra, l’Italia della responsabilità e del buon governo risponda con un’alleanza tra riformisti che si richiamano al socialismo europeo e i cattolici liberaldemocratici di Pierferdinando Casini. E’ la nostra proposta da tre anni. La stessa che sposa oggi l’Udc». Questo è stato il commento immediato del segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini che ha annunciato la volontà di portare la proposta di un’alleanza tra moderati e riformisti al «tavolo dei socialisti europei nel vertice di Bruxelles. Le primarie avranno un senso se terranno conto di questo nuovo scenario. Di regolamenti di conti – conclude Nencini – l’Italia non ha nessun bisogno».
ENTUSIASMO ANCHE DAL PD – Oltre all’entusiasmo di Nencini, l’adesione al progetto lanciato dalla direzione nazionale del partito Socialista italiano proclamata ieri da Casini, trova l’approvazione del segretario del Pd Pier Luigi Bersani che ha subito commentato: «E’ un passo importante. (…) In Italia, ma non solo in Italia, bisogna costruire un patto tra le forze riformiste costituzionali contro una destra che viene risucchiata inevitabilmente su posizioni populiste, con parole d’ordine pericolosissime come: via dall’euro, non paghiamo i debiti. E’ la logica che porta a un patto di questo genere». Mentre il progetto sembra prendere piede concretamente, che fine farebbero partiti come l’Italia dei Valori di Di Pietro, Sinistra e Libertà e Futuro e Libertà?
CHE FINE FARANNO IDV E FLI? – Se l’idea proposta dalla Casa dei riformisti e dei democratici è quella di costituire una forza politica dalla direzione comune, che unisca forze progressiste, moderate e socialiste, molti partiti fino ad ora in dialogo più o meno cordiale e diretto con l’Udc di Casini e il Partito democratico si troverebbero fuori. Fino ad ora l’unico commento relativo all’intervista di Pierferdinando Casini da Pdl e Idv (i due principali partiti che tremerebbero nel caso di una grande unione tra riformisti e democratici) giunge dal partito di Di Pietro con le parole di Felice Belisario che definisce le rivelazioni di Casini come “chiacchiere da politicanti”: «Se non ci fosse da piangere, mi verrebbe da ridere. Di che stiamo parlando? Chi sono i progressisti? E chi i moderati? Quale programma sottopongono alla volontà popolare?». E mentre la corda tra Idv e Bersani sembrerebbe spezzarsi una volta per tutte, qualcuno si chiede se l’omissione di Fli tra le parole dell’intervista di Casini sia un caso o meno.
Vittoria de Petra