Dopo l’intervista rilasciata dall’ex premier Enrico Letta in cui chiede alla maggioranza di governo un passo concreto verso il popolo di Greta Thunberg che venerdì è sceso in massa nelle piazze italiane, si riapre il dibattito sulla possibilità di allargare il diritto di voto a chi ha compiuto 16 anni. Letta ha spiegato che si tratterebbe di “una riforma costituzionale da fare in un anno”. Una appello che il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, accoglie e rilancia. “Il voto ai sedicenni è una proposta che portiamo avanti. Anche il premier Conte si trova d’accordo. “Va benissimo”, risponde a Skuola.net. “Negli ordinamenti giuridici si fissa una soglia anagrafica per la maturità psicofisica. Credo che i nostri ragazzi a 16 anni abbiano la piena maturità psicofisica”. A favore si schiera anche l’europarlamentare Carlo Calenda. “Trovo giusto dare il voto ai sedicenni per una regione semplice: il peso degli elettori meno giovani è preponderante e questo incide su una politica troppo a breve termine”, scrive su Twitter.
Una proposta già lanciata da tempo dai socialisti: “Non possiamo non accogliere con favore – afferma il senatore del Psi Riccardo Nencini – la proposta dell’ex presidente del Consiglio Enrico Letta. Ricordo che la stessa iniziativa era stata avanzata ormai diversi anni fa dai socialisti. Sono l’autore del ddl che si proponeva di estendere il diritto di voto ai sedicenni almeno per le elezioni amministrative, un modo per allargare la platea della partecipazione intanto su questioni vicine al cuore dei nuovi elettori. Invito quindi i parlamentari a voler sottoscrivere il ddl da noi già presentato o di volerne condividere uno di nuova stesura”.