La proposta di Italia Viva di promuovere una raccolta di firme per un referendum contro il reddito di cittadinanza non è assolutamente condivisibile, né nel merito né sul piano del metodo.
Il reddito di cittadinanza e’ presente da sempre in tutte le piattaforme programmatiche dei partiti progressisti europei.
Tra i primi a proporlo formalmente in Italia fu proprio un socialista, Agostino Marianetti, dirigente sindacale di lungo corso, che presentò una proposta di legge in materia nei primi anni 90.
Certo l’attuale reddito di cittadinanza va migliorato. Urge una maggiore sinergia tra domanda e offerta di lavoro altrimenti si rischia un mero assistenzialismo. Occorre rivedere il ruolo dei Centri per l’impiego è quello dei cosiddetti “navigator”.
Rispetto al metodo adottato, va evidenziato come l’art 31 della Legge 352/70 sia inequivocabile:
“‘Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle due camere medesime”.
Risulta quindi evidente che la raccolta di firme, che peraltro non si farà mai, viene ventilata solo a fini propagandistici. Ma su questo tema, che riguarda la vita e i bisogni concreti di tanti cittadini in condizioni di povertà, sarebbe bene non eccedere, né nella propaganda né nella polemica politica.
Referendum Reddito di cittadinanza, solo propaganda