È oggi quantomai utile una riflessione sulla democrazia italiana. Alle ultime consultazioni elettorali il 40 % degli italiani ha disertato le urne. È questo un segnale assai grave, infatti il voto è il modo più significativo e reale di partecipazione alla vita democratica. Quanto avvenuto indica una sfiducia nella capacità della legge elettorale di esprimere le istanze popolari e di eleggere chi rappresenta gli elettori. Ma il voto ha espresso ancor di più il disagio. La mobilità del corpo elettorale da un partito ad un altro mostra un disorientamento diffuso. Come è possibile che chi ha votato i partiti della sinistra, storicamente avversari dei neofascisti oggi voti i neofascisti di Fratelli d’Italia? È questo un segno di un profondo disorientamento sociale che si manifesta dopo la pandemia che ha non poco inciso sull’economia italiana. A questo si aggiunge la guerra in Europa che nessuno avrebbe mai immaginato potesse svilupparsi, con implicazioni pesanti sui costi dell’energia che hanno prodotto lo svilupparsi di una spirale inflazionistica con pesanti ricadute sull’economia sociale. In questo contesto non va sottovalutata nemmeno la migrazione da un partito all’altro di dirigenti politici, il che dimostra che lo status personale viene anteposto alla funzione di rappresentanza e che, in modo disinvolto, si emigra dalla sinistra alla destra in modo spregiudicato. Questo quadro assai poco confortante va correlato alle proposte fatte dalla destra di riformare la Costituzione in senso presidenzialista. Orbene la storia ci insegna che le crisi economiche e sociali hanno pesanti ricadute nella vita politica. La crisi economica e sociale che seguì la prima guerra mondiale, comunemente chiamata biennio rosso, portò nel 1923 al potere Benito Mussolini. Ora avere un corpo elettorale molto mobile ed un sistema presidenziale espone la democrazia a svolte autoritarie. Ecco perché con la democrazia italiana in queste condizioni una riforma presidenzialista espone il sistema a pericoli gravi. La battaglia contro una simile riforma istituzionale è doverosa e fondamentale per tutelare la democrazia conquistata con la lotta di Liberazione e il sacrificio di migliaia di vite umane.
Fabrizio Ferrari