“L’intervento del ministro della Giustizia Nordio sul reato di abuso d’ufficio sana un vulnus democratico del nostro ordinamento.
Certamente sarebbe stata preferibile una modifica che rendesse la norma funzionale e costituzionalmente consona ma, visti i precedenti del legislatore, diciamolo chiaro: per ora non c’è da fidarsi.
Sull’onda del più becero “populismo penale” abbiamo assistito negli anni ad autentici stupri del nostro sistema giuridico. Norme “ad minchiam”, come alcune contenute nel codice degli appalti, quali quelle della “Severino”, come la grottesca fattispecie autonoma del cd “omicidio stradale colposo” per finire da ultimo con il poi congelato “reato di rave”.
Una schizofrenia legislativa segnata dalla più assoluta incompetenza e dalla voglia sfrenata di compiacere gli istinti della “gente” sperando di ottenerne il consenso.
Auspico che, quello di Nordio, sia un giro di vite che consenta di ricominciare a scrivere norme degne di un Paese civile. Di un Paese giusto.”
Fabio Natta, responsabile Enti Locali segreteria PSI, su riforma Nordio