Il seguente articolo riporta in maniera sintetica quanto emerso dallo progetto di lavoro Ri-Nasci Italia, ideato dal Gruppo di Lavoro (d’ora in poi Gdl) “Famiglie e Politiche per la natalità”. Il Gdl è stato costituito dalla Segreteria Nazionale del PSI al fine di proporre strategie pubbliche, progressiste e riformiste, atte a favorire le formazioni sociali (d’ora in poi famiglie) e la natalità del paese Italia.
La ricerca ha indagato la percezione dei cittadini circa il tema della natalità, con particolare riferimento agli aspetti di sostegno pubblico ed eventuale efficacia dello stesso. Da ultimo, ancora, sono state sottoposte a valutazione, raccogliendo il valore percepito, cinque proposte di welfare familiare già in uso nell’Unione Europea. I dati raccolti sono attravero una survey pubblica e hanno indagato: sesso, età, titolo di studio, regione e città di residenza, livello di istruzione, situazione lavorativa, contratto di lavoro, situazione personale, presenza di figli e numero.
Le proposte (d’ora in poi P) avanzate sono state:
● P. 1 – Congedo Parentale:16 settimane di congedo, non trasferibile e pagate al 100%.
● P. 2 – Settimana corta (4 giorni lavorativi) a parità di retribuzione
● P. 3 – Flessibilità oraria di almeno 60 minuti fino al compimento del 4 anno del figlio più piccolo
● P. 4 – Mutuo natalità: tasso 1%
● P. 5 – Lavoro Agile – almeno 2 giorni a settimana e fino al compimento del 16esimo anno di età del figlio più piccolo.
La survey, capace di raccogliere dati e impressioni degli intervistati, è stata sottoposta al pubblico attraverso la modalità a distanza – google moduli, condividendo il link di compilazione. All’invito a rispondere al questionario, aperto per cinque mesi, hanno risposto 53 individui, 35 uomini e 17 donne.
La percezione circa la presenza di strategie nazionali a sostegno della natalità e la loro efficacia è stata raccolta attraverso le seguenti domande: Ritieni che in Italia ci sia un adeguato sostegno alla natalità? ;Quanto ti sembrano efficaci le politiche di sostegno alla natalità per le famiglie da parte delle Istituzioni in Italia in una scala di valutazione da 1 (per nulla) a 10 (del tutto)?
Il 98, 1 % degli intervistati concorda nel ritenere che in Italia non ci sia un adeguato sostegno alla natalità.
Il 92,5 % del campione – pari a 49 intervistati – in relazione all’efficacia delle politiche di sostegno alla natalità, segnala un giudizio negativo (da 5 a 1 (per nulla)).
I dati
Dei 53 intervistati 34 erano uomini e 17 donne. Il 55% di loro è compreso nella fascia di età tra 25 e 55 anni, il 45% percento è over 55. Al questionario non ha risposto nessun under 18.
I soggetti indagati risiedono prevalentemente nel Lazio (34%), in Sicilia (17%) e nelle Marche (9,4%); sul totale, 15 intervistati risiedono a Roma.
Nel campione indagato è prevalente il titolo universitario, posseduto dal 39, 6% degli intervistati, seguito dal diploma di scuola superiore, 35,8%.
Preso atto che l’1,9% del campione è disoccupato, le risposte mostrano un 54,7% di occupati come lavoratori subordinati del settore privato. Di questi il 5,7% sono lavoratori con contratto a tempo determinato, il 44% ha un contratto a tempo indeterminato, il 15,1% è una Partite Iva. La situazione personale del campione si suddivide come di seguito riportato. Il 39,6% è sposato/a; 22,6% convivente; 7,6% separati/divorziati
Dei 53 intervistati 31 di loro hanno figli. Di questi ultimi il 5,7% dichiara di avere tre o più figli. Il 34% ha 2 figli, il 18, 9% ha solo un figlio, mentre il 41% non ha figli.ù
PROPOSTE
Il gruppo di studio ha portato all’attenzione degli intervistati 5 proposte, già presenti a livello europeo o sperimentate in programmi di governance aziendale:
● P. 1 – Congedo Parentale:16 settimane di congedo, non trasferibile e pagate al 100%.
● P. 2 – Settimana corta (4 giorni lavorativi) a parità di retribuzione
● P. 3 – Flessibilità oraria di almeno 60 minuti fino al compimento del 4 anno del figlio più piccolo
● P. 4 – Mutuo natalità: tasso 1%
● P. 5 – Lavoro Agile – almeno 2 giorni a settimana e fino al compimento del 16esimo anno di età del figlio più piccolo.
Delle proposte sopra esposte è stato raccolto il valore percepito, dando agli intervistati la possibilità di esprimere un giudizio su una scala percettiva a tre livelli: basso, medio e alto.
Nel complesso si è registrata una generale percezione positiva relativa al loro possibile impatto a sostegno della natalità.
Le tre proposte che hanno registrato il più alto valore percepito da parte degli intervistati sono:
● P. 1 – Congedo Parentale:16 settimane di congedo, non trasferibile e pagate al 100%;
● P. 3 – Flessibilità oraria di almeno 60 minuti fino al compimento del 4 anno del figlio più piccolo;
● P. 5: Lavoro Agile – almeno 2 giorni a settimana e fino al compimento del 16esimo anno di età del figlio più piccolo.
La P. 1 è stata accolta con una percezione “alta” da 33 intervistati, la P. 3 da 29 e la P.5 da 28 intervistati. La P1, ancora, registra la percezione relativa – somma tra percezione alta e media – più alta, con 45 intervistati coinvolti.
La P. 4 “mutuo natalità: con il tasso pari all 1%”, con 12 voti, registra l’impatto percepito più “basso”.
PROPOSTE PERVENUTE
A tutti gli intervistati è stato consentito di offrire il loro contributo con la possibilità di fornire una proposta.
Su 53 intervistati, con oltre 21 risposte si è registrato un alto tasso di partecipazione, pari al 39, 62%.
Tra le proposte suggerite, senza pretesa di validarne la sostenibilità finanziaria, citiamo:
- Adeguamento delle retribuzioni al costo della vita;
- Aumento dei mesi di aspettativa obbligatoria per maternità al 100% di stipendio;
- Prepensionamento (solo donne) in funzione del numero dei figli;
- Servizi a sostegno della prima infanzia;
- Aumento dei salari del 40 %, per i genitori;
- Servizi/ sgravi fiscali per le attività extrascolastiche almeno fino al 18* anno;
- Sostegno economico continuativo almeno fino al 18* anno;
- Sgravi fiscali per le PMI che assumono personale con figli o che hanno nel loro organico dipendenti con figli.
CONCLUSIONI
In Italia il basso tasso di natalità resta un problema. E’ in calo dal 2008, anno in cui il numero dei nati vivi ha toccato il più alto valore dall’inizio degli anni Duemila, poichè stando ai dati dell’Istat – report: “Natalità e fecondità della popolazione residente” – nel 2022 le nascite scendono a 393 mila con una flessione dell’1,7% sull’anno precedente. I dati provvisori sulla denatalità del 2023 già dicono che nei mesi gennaio – giugno le nascite sono circa 3.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2022.
Attore primo delle strategie proposte restano le formazioni sociali ove si svolge la personalità degli individui, per semplicità cd le famiglie, intese nell’ accezione più ampia. Anche considerando l’attuale contesto di nascite decrescenti rafforza il trend del numero dei nati fuori dal matrimonio: +14 mila nel 2021.
Il campione intervistato ha messo in luce un inadeguato e inefficace sostegno alla natalità.
Le proposte del PSI, invece, colgono le esigenze del campione che aspira ad una più attiva genitorialità senza rinunciare alle aspirazioni professionali, attraverso un bilanciamento della vita privata e lavorativa.
Le risposte ottenute portano alla formulazione di possibili politiche pubbliche da proporre in sede di confronto democratico e/o istituzionale.
Siamo tuttavia consapevoli che una efficace risoluzione degli annosi temi di pubblica utilità necessita di un approccio modulare, con strategie di breve, medio e lungo periodo affrontati con una metodologia olistica inserita in una lungimirante visione d’insieme.
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Antonio Musmeci Catania