La Sardegna è una delle prima Regioni che andranno al voto per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del Presidente della Giunta Regionale.
Si voterà domenica 24 febbraio ed è rimasto poco tempo per la presentazione delle liste dei candidati.
Ne parliamo con Raimondo IBBA, classe 1950, medico Specialista in Medicina del Lavoro, iscritto al PSI dal 1968, già consigliere comunale di Cagliari dal 1990 al 1994, consigliere regionale dal 1999 al 2009, presidente dell’ordine dei medici di Cagliari dal 1981 al 2020, membro del Comitato Centrale della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici dal 2009 al 2019 con delega europea al tema ambiente e salute, coordinatore organizzativo regionale e membro della segreteria nazionale del PSI dal 2020.
Quale è il significato delle prossime elezioni regionali per i socialisti in Sardegna?
Ci attendiamo molto dalle prossime elezioni. Innanzitutto vogliamo rientrare con i nostri eletti all’interno dell’assemblea legislativa sarda. Dopo il fallimento delle elezioni del 2019 abbiamo svolto un enorme lavoro di organizzazione territoriale ricostruendo il partito in ognuna delle otto federazioni regionali, insieme a un consistente aumento di iscritti volontari al partito, soprattutto rappresentati da under 40 e per di più altamente acculturati e professionalizzati. E’ nostra ferma convinzione che la gravità dei problemi da affrontare e risolvere necessità di soluzioni obbiettive e scientifiche, almeno ove e quando questo è possibile, quindi non più opinabilità senza criterio giustificato dal mantra della volontà politica. Certezza dell’analisi dei problemi e altrettanta certezza della migliore soluzione dovuta.
La indicazione di Alessandra Todde è stata una scelta indicata dalle segreterie nazionali oppure una scelta delle segreteria regionali?
La coalizione di centro sinistra a trazione PD, 5S e PSI ha discusso prima sui criteri attraverso cui si doveva arrivare a tracciare il profilo del candidato alla presidenza, ha elaborato un programma di massima in dieci punti molto ben articolati e compiuti; è stato esplicitato che ogni singola forza politica avrebbe potuto indicare un profilo di un presunto buon candidato e tutti i componenti si sono ritrovati in una condizione di non aver niente da obbiettare alla proposta dei 5S sul nome di Alessandra Todde. Che poi questo fosse anche un auspicio delle segreterie nazionale di PD e 5S è un fatto puramente incidentale.
Alessandra Todde è venuta fuori come una indicazione spontanea delle 11 sigle che compongono la coalizione del centro sinistra sardo, socialista, autonomista, progressista e democratico.
Cosa si aspettano i sardi dal prossimo governo regionale?
Io ti dico su cosa ci stiamo impegnando noi per i Sardi:
1) libertà dai bisogni: bisogni di salute, bisogni di cultura e formazione scolastica e universitaria, bisogno di mobilità e di partecipazione alla vita sociale e politica attraverso un sistema di trasporti interno ed esterno, bisogno di lavoro dignitoso non elemosinato
2) riconoscimento del merito: culturale, professionale, sociale perseguendo l’obbiettivo di porre tutti i concorrenti in pari condizione di partecipare al di la delle singole condizioni sociali e di casta. In particolare prestiamo attenzione al riconoscimento del merito nei percorsi nella pubblica amministrazione e nel suo adattamento alle innovazioni e miglioramenti tecnologici e strutturali che abbattono distanze e accorciano i tempi di fruizione dei servizi pubblici
3) affermazione dei valori identitari delle nostra storia, della nostra cultura, delle nostre caratteristiche antropologiche tutte tese all’autodeterminazione del nostro futuro attraverso scelte che portino la Sardegna ad essere epicentro nel bacino del Mediterraneo non solo per quanto attiene rotte commerciali e percorsi di distribuzione petrolifera ma anche piattaforme di pace per l’Italia, l’Europa e la stessa NATO.
4) auspichiamo un nuovo e moderno statuto di autonomia che definisca la Sardegna regione d’Europa, con un suo ministro degli esteri per tutto ciò che attiene alle funzioni sovraregionali.
Il governo Solinas cosa lascia nella memoria dei Sardi?
L’incubo di un’esperienza disastrosa, ben peggiore anche di quella lasciata da Renato Soru nel periodo 2004/2009. Sono stati 5 anni di lottizzazione selvaggia, una selva di incompiute e di promesse tradite (dalla salute delle persone a quella ambientale, alimentare e animale, dalla mancata attivazione di un percorso di affermazione della nostra identità storica, sociale ed economica comprese le ragioni della nostra attuale autonomia e della sua modernizzazione, mentre si rivelavano ombre oscure a favore del regionalismo differenziato di marca leghista in ossequio alla obbedienza di Solinas al Salvini pensiero
Non tutte le parti del centro sinistra sono partecipi con uguale convinzione. Perchè?
La sinistra vera, quella dura e pura, idealista e ideologica è stata sostituita dall’opportunismo di stampo post democristiano di tipo doroteo anche nei gloriosi partiti della sinistra. Ogni ragionamento di principio di carattere generale tende sempre a proteggere situazioni individuali di ruolo personale non sempre meritevoli di autentico valore. Gli unici che portano un messaggio di politica locale derivata da principi ideali e universali siamo noi del PSI che in più occasioni abbiamo rivolto appelli al mondo cattolico (il socialismo è dopo il cristianesimo il più vasto movimento culturale e dottrinario di massa proiettato al progresso dell’umanità della giustizia sociale e della pace universale) e al mondo indipendentista (l’indipendentismo è un percorso a cui si accede dopo un lungo tragitto nell’autonomismo e nell’autodeterminazione. Questo tragitto fino a quel punto possiamo farlo insieme e intanto far crescere le ragioni economiche e sociali del popolo Sardo con la sua propria e univoca identità).
In caso di vittoria noi saremo i difensori del diritto alla salute garantita da un sistema pubblico integrato con un privato accreditato che condivide gli obbiettivi e le finalità del SSN così come sanciti dalla Legge 833/78, vogliamo costruire un modello senza le USL, ormai feudo dei meccanismi di compensazione a favore dei trombati politici. Abbiamo le nostre migliori esperienze sparse per il mondo mentre al nostro interno la qualità assistenziale langue, il lavoro o meglio i lavori in una Sardegna che vogliamo caratterizzare come isola biologica e della bellezza, a sviluppo multidisciplinare e pluridirezionale soprattutto in riferimento all’Intelligenza artificiale al metaverso passando per l’Einstein Telescope di Lula.