Martedì, i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Cassino hanno incrociato le braccia in seguito allo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali della Denso, azienda dell’indotto che produce radiatori e interni plancia per la casa madre francese. Lunedì pomeriggio la riunione tra i vertici aziendali giapponesi e le rsa dalla quale è emerso che per il momento non sono previste commesse per i nuovi modelli in arrivo nel plant del basso Lazio. Le organizzazioni sindacali hanno subito indetto un’assemblea per l’indomani mattina alle 06,00 e di proclamare uno sciopero che ha registrato il 99 % delle adesioni, 59 lavoratori, sostituiti dai colleghi del sito di Avellino, una mossa aziendale che rappresenta una grave condotta antisindacale. Nel frattempo, durante la contemporanea assemblea dei lavoratori Stellantis per discutere le modalità dello sciopero nazionale del settore automotive del 18 ottobre, ad unanimità si decideva di interrompere la produzione ed unirsi alla protesta in corso. Il 90%degli addetti al montaggio ha poi improvvisato un corteo che si è snodato all’interno del plant fino a raggiungere i colleghi della Denso all’ingresso 2 , per manifestare insieme tutto il loro dissenso contro scelte aziendali per nulla rassicuranti e che gettano tinte fosche sul futuro del sito di Cassino e dell’intero settore in tutto il Paese. L’astensione segue di pochi giorni l’audizione parlamentare dell’A.d. Tavares che ha ricevuto la risposta unanime e trasversale di tutte le forze politiche e di Confindustria nel rigettare la richiesta di ulteriori incentivi al settore senza un piano industriale chiaro e rassicurante, richiamando così il numero uno del gruppo ad un’assunzione di responsabilità nei confronti di migliaia di lavoratrici e lavoratori che, con il cambio della guardia ai vertici della ex Fca, sono ancora di più stretti nella morsa del ricatto padronale. Ma lo sciopero di martedì dimostra comunque che soffia ancora il vento e che la classe operaia è ancora viva e pronta ad affrontare nuove battaglie.
Leopoldo Daniele
PSI Cassino