IL PROBLEMA
E’ sempre più diffuso il malcostume della classe medica di chiedere al paziente se paga in “contanti” o con “carta”. Nel primo caso la visita può arrivare a costare 80 euro nel secondo 120 euro. In tempi di vacche magre, dove l’inflazione e la diminuzione del potere reale d’acquisto erodono il salario del cittadino medio, il bisogno di salute costa la dignità.
TRA LE CAUSE
Tra le cause del malcostume si segnala il fatto che è possibile portare in detrazione, ovvero a riduzione dell’importo delle tasse dovute dall’Irpef, solamente il 19% delle spese sanitarie per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro. In sostanza, la detrazione spettante è pari al 19% della differenza tra il totale della somma spesa e la franchigia di 129,11 euro.
Ad esempio, se una famiglia, nel corso dell’anno ha speso in tutto, per visite mediche e medicinali, 500 euro, dovrà effettuare il seguente calcolo: spesa detraibile dall’imposta = 19% di (500-129,11) = 19% di 370,89 = 70,47 € (Fonte CGIL)
Certamente anche questo Governo, a fronte di una evasione nazionale stimata in 80 MILIARDI avrebbe potuto porre seri rimedi.
IL PREGIUDIZIO SUI MANCATI CONTROLLI
E’ normale quindi, dopo 5 -10 minuti di visita medica e una offerta di pagamento in nero, che il cittadino medio (che già subisce la pressione fiscale del 46% in busta paga, l’inflazione e l’aumento dei costi) si chieda dove siano controlli. Attorno a lui fioccano le risposte più impensabili, ma tra le più fantasiose (che forse hanno un fondo di verità !?) il fatto che finanzieri poco onesti chiudano gli occhi a vantaggio di prezzi agevolati i propri familiari…sarà vero?
PROPOSTE PER RISOLVERE IL PROBLEMA
Per affrontare efficacemente questo problema sarebbe necessario un intervento su più fronti:
- Semplificazione del sistema fiscale: Rendere più semplice e trasparente il sistema fiscale può ridurre la tentazione di evadere le tasse.
- Detrazioni fiscali più vantaggiose: Aumentare le detrazioni fiscali per le spese sanitarie.
- Aumento dei controlli: Intensificare i controlli fiscali sul settore sanitario, anche attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e l’analisi dei dati.
- Maggiore trasparenza: Promuovere la trasparenza nei costi delle prestazioni sanitarie, rendendo disponibili al pubblico i tariffari.
- Educazione fiscale: Investire nell’educazione fiscale dei cittadini, affinché siano consapevoli dei propri diritti e doveri.
- Sanzioni più severe: Applicare sanzioni più severe nei confronti degli evasori fiscali, per scoraggiare il fenomeno
CONCLUSIONI
È fondamentale che tutte le istituzioni coinvolte (Governo, Regioni, Ordini professionali) collaborino per contrastare questo fenomeno e garantire a tutti i cittadini un accesso equo e trasparente ai servizi sanitari
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