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Il Governo dimentica la scuola

Nel discorso di chiusura della festa di “Atreju”, Giorgia Meloni ha rischiato di dimenticare di
citare l’importanza della scuola. Solo verso la fine del discorso infatti, è stata richiamata da
qualcuno del pubblico e ha recuperato spendendo poco più di una frase.
Come il Presidente del Consiglio, anche il Governo sembra sottovalutare l’importanza
dell’istruzione, specie dell’istruzione statale se è vero come temiamo sia vero che gran parte
dei pochi fondi messi a disposizione della scuola dalla finanziaria andranno alle scuole
paritarie e all’ircocervo del 4+2 che, di fatto, oltre a comportare la riduzione degli anni di
scuola superiore, sembra voler orientare ed essere orientato più alle esigenze delle aziende
private che alla formazione culturale dei nostri giovani. La parte più importante degli
investimenti viene destinata all’assunzione di docenti di sostegno (meglio poco che niente
verrebbe da dire…!). Ben poco per l’istituzione di un servizio di psicologia scolastica, 1500
euro ad Istituto, praticamente 1 euro a ragazzo. La carta docente viene estesa ai precari ma
una postilla nel testo (non più 500 euro ma “fino a 500 euro”) lascia facilmente presagire una
riduzione delle somme per singolo docente nei prossimi anni.
Lodevole infine l’azione di Riccardo Magi che è riuscito a strappare cinquecentomila euro
per l’istituzione di un fondo destinato a promuovere corsi di salute sessuale e educazione
affettiva. Una goccia nel mare, ma pur sempre un’importante dichiarazione di principio.
L’attenzione alle scuole non statali e alle esigenze delle imprese private non stupisce noi
socialisti, non stupisce ma preoccupa. La destra per sua natura, per le ideologie che
rappresenta, è orientata al darwinismo sociale invece che ai valori di giustizia sociale e
solidarietà che caratterizzano il Socialismo.

 

Enzo Maraio
Segretario nazionale PSI

 

Luca Fantò
Responsabile scuola PSI