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Referendum, raggiungere gli indecisi con la pacatezza dei toni

Che la campagna referendaria avesse potuto deragliare dai binari di un appassionato ma civile confronto lo avevamo previsto da tempo. Che raggiungesse picchi paradossali nella comunicazione, in verità no. Leggere che la vittoria del sì rappresenterebbe un pericolo per la vita delle persone fa il paio con l’affermazione che il prevalere del no aprirà la strada a un’invasione di pedofili, extra comunitari e antagonisti violenti. Livelli di tossicità nel confronto tra le parti che si spiegano solo con l’intento di sollecitare i sentimenti negativi di paura e rabbia che albergano nell’animo di una parte dell’elettorato. In questo contesto sembrerebbe una pia illusione quella dei socialisti di impostare il proprio messaggio su una valutazione serena dei contenuti della riforma e sul sì “ragionato”.E tuttavia non è così. Nei numerosi incontri organizzati dal comitato referendario del Psi emerge sempre la voglia di chi vi partecipa di saperne di più, di fare chiarezza sui punti controversi della legge, di analizzarne le ricadute andando oltre la cortina della propaganda dozzinale. Una crescente adesione al motto einaudiano “conoscere per deliberare”. Le beghe sui social e i talk show televisivi non spostano voti, difficile che le tifoserie ammainino le loro bandiere. Il confronto ravvicinato con gli elettori aiuta invece a sciogliere i dubbi. Molti danni ha fatto il centro destra cedendo alla tentazione di attaccare a testa bassa i magistrati, ma quest’ultima settimana sarà decisiva per spingere gli italiani a non disertare le urne: ecco perché è bene fare un ultimo sforzo e dare continuità alle nostre iniziative sul territorio. Se il sì riesce a imporsi nell’immaginario collettivo non come una misura punitiva, ma piuttosto come la risposta necessaria per realizzare finalmente il principio costituzionale del giusto processo, è ancora tutto possibile. Per raggiungere gli indecisi saranno risolutivi la forza degli argomenti e la pacatezza dei toni, i migliori antidoti alla narrazione ansiogena che caratterizza la mobilitazione del fronte del no.

 

Luigi Diego Perifano

Responsabile Giustizia Psi